Uno sguardo alle prossime settimane, 3–30 giugno 2013

Il recente passato, in termini di circolazione atmosferica e condizioni medie rilevate sul nostro territorio, è stato caratterizzato da una accentuata instabilità, con frequente passaggio di perturbazioni, nel complesso causa di elevata piovosità e temperature mediamente inferiori alla norma del periodo.

Nel medio periodo, vale a dire per la prima metà del mese di giugno, pur ancora in un generale contesto di variabilità, si assisterà ad una progressiva ripresa delle temperature, specialmente per le isole maggiori, per l’area tirrenica e per il meridione, che a cavallo della prima decade del mese vedranno le prime giornate dai tratti tipicamente estivi. Sul resto del Paese le temperature, sebbene gradevoli, potranno ancora far registrare valori lievemente inferiori alla norma del periodo.

Dopo un breve periodo di stabilità generalizzata, atteso per la metà del mese, si tornerà ad una variabilità più accentuata, per effetto del ritardato consolidamento dell’anticiclone delle Azzorre sul territorio europeo, con probabile passaggio di deboli perturbazioni che comunque si concretizzeranno in fenomeni temporaleschi pomeridiani piuttosto che in maltempo diffuso.
Di conseguenza, le precipitazioni saranno su valori prossimi o leggermente inferiori alla norma, ovvero sostanzialmente limitati nel tempo e nello spazio, come è proprio della primissime battute della stagione estiva. Di contro, la persistenza di moderate condizioni di instabilità e la probabile assenza di fasi sciroccali prolungate, continueranno a mantenere le temperature su valori lievemente inferiori alle attese stagionali, specialmente sulle regioni settentrionali. Al centro-sud, invece, un soleggiamento più diffuso e una più frequente ventilazione meridionale, potranno favorire temperature più elevate, pur senza dar luogo ad eventi di caldo eccessivo.

Nel contesto di una transizione stagionale quindi ancora sostanzialmente instabile, il segnale che sembra essere più evidente in termini di previsioni di lungo periodo, è l’assenza di condizioni atmosferiche che possano dar luogo ad eventi di caldo intenso – ondate di calore – pur con una generale tendenza delle temperature a divenire più propriamente afferibili alla fine della primavera ed all’inizio dell’estate.

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A cura del Servizio Analisi e Previsioni del CNMCA