Bollettino mensile Gennaio 2015

Il mese di Gennaio 2015 è stato caratterizzato da campi barici elevati associati a promontori durante la prima decade; successivamente il geopotenziale a 500 hPa ha evidenziato una flessione dovuta al transito di alcune saccature pronunciate, che hanno generato persistenti correnti prevalentemente nord-occidentali. I mari intorno all’Italia, ancora relativamente caldi in relazione al periodo considerato, hanno reso umidi e piovosi tali flussi.

Si sono pertanto raggiunte temperature mediamente più alte ovunque, tanto nei valori minimi quanto in quelli massimi e si sono presentati episodi alluvionali sulle regioni meridionali, in particolare sulle zone basso tirreniche. Le principali situazioni di eventi piovosi molto intensi sono state determinate infatti, dal punto di vista sinottico, da irruzioni di aria fredda umida di origine nord europea, con un andamento depressionario sul vicino Atlantico o sul Mediterraneo Occidentale, causa di frequenti flessioni nei valori di pressione e di tipiche condizioni di tempo marcatamente perturbato. In evidenza è risultata una serie di saccature, estese sino ad interessare, in più occasioni, il continente africano, che ha determinato a mesoscala, flussi occidentali prefrontali con linee di convergenza e forte instabilità.

La mappa delle anomalie termiche mostra valori positivi piuttosto spiccati sul Centro-Nord per le temperature minime e massime. Le medie mensili delle temperature, sia massime che minime, hanno assunto valori più alti di quelli tipici del periodo (riferimento climatico 1961-1990). A tal riguardo è tuttavia interessante evidenziare che, limitatamente alla serie storica degli ultimi 64 anni di operatività della rete osservativa AM/ENAV, non sono stati ivi raggiunti o superati i valori estremi superiori della media mensile delle temperature massime e della media mensile delle temperature minime. Per quanto riguarda gli estremi superiori giornalieri, le massime hanno fatto registrare i valori record su 2 stazioni (Mondovì: 24.8 °C il 10 gennaio, il record precedente del 19 gennaio 2007 era 23.4 °C; Crotone: 24.9 °C il 13 gennaio, il record precedente era 21.0 °C il 29 gennaio 1987) e le minime anche su 2 stazioni della rete (Genova Sestri: 13.8 °C il 1 gennaio, il record precedente del 21 gennaio 2007 era 13.3°C; Capo Caccia: 14.8 °C il 1 gennaio, il record precedente era 14.2 °C il 19 gennaio 2007).

Il quadro delle precipitazioni ha presentato un’anomalia positiva sul Centro-Sud, in particolare sulla Sicilia ma anche su Campania e Puglia. Non si sono tuttavia registrati valori estremi nella precipitazione cumulata mensile. La stazione meteo di Gioia del Colle ha superato invece, il giorno 18, con 93.4 mm, il precedente record di precipitazione cumulata giornaliera di 70.0 mm risalente al 17 gennaio 1978. Altri rilevanti picchi di precipitazione, dell’ordine di 30 mm giornalieri, si sono avuti a Catania, Grazzanise, Napoli, Decimomannu. La natura temporalesca dei fenomeni precipitativi sopra descritti è suffragata dall’incidenza elevata di scariche elettriche sui mari Ionio e basso Tirreno evidenziata dalla mappa di densità delle fulminazioni
 

 

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