Bollettino mensile maggio 2013

La prima decade di maggio è stata caratterizzata da un tempo mite ed umido determinato da una circolazione atmosferica consistente in un flusso prevalentemente occidentale.
Le due decadi successive, invece, sono state contraddistinte da un flusso mediamente settentrionale, il quale ha convogliato aria di provenienza Nord-Atlantica verso l’Europa centrale.
Il flusso di aria fresca ed umida ha provocato una considerevole diminuzione delle temperature sulle regioni centro-settentrionali mentre non ha interessato la Sardegna e le regioni meridionali, dove le temperature medie mensili sono risultate addirittura molto superiori alla media del periodo su vaste aree. Le temperature medie mensili, sia massime che minime, sono risultate nettamente inferiori alle medie climatologiche solo limitatamente ad alcune aree del Nord dove, comunque, non sono stati raggiunti i valori minimi assoluti. Per quanto riguarda le temperature massime giornaliere c’è da rilevare che esse hanno raggiunto valori tra i più bassi mai registrati, come dimostra il caso di Piacenza dove è stato rilevato il valore estremo del mese, ovvero il valore più basso degli ultimi 63 anni.
L’intrusione di aria atlantica sull’Europa centrale ha dato luogo a consistenti precipitazioni su tutta la parte centrale del nostro continente. In Italia, in particolare, le precipitazioni sono state più frequenti e abbondanti sulle regioni centro-settentrionali, dove i quantitativi mensili e giornalieri sono risultati elevati in diverse zone. In molte località i cumulati giornalieri di precipitazione si sono avvicinati ai valori estremi della serie storica. In particolare su sette località, di cui 3 in Veneto e 2 in Friuli-Venezia Giulia, in cui il Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare dispone di una stazione meteorologica, i quantitativi mensili di precipitazione hanno raggiunto i valori più alti degli ultimi 63 anni.

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A cura del Servizio Climatologia del CNMCA