Nel mese di febbraio è scomparso il Generale Lodovico La Valle

Ufficiale dotato di altissime doti umane e di vastissima cultura, e' stato figura di assoluto riferimento per il Servizio Meteorologico dell'A.M ed eminente presenza a livello nazionale ed internazionale.


Per chi lo ha conosciuto e' quasi superfluo ricordare la grande disponibilità verso tutti coloro che avevano ragione di attingere al suo grande patrimonio conoscitivo e di dibattere elementi di particolare complessità nei settori della Ricerca in Meteorologia così come di essere consigliati sulle vie da intraprendere per meglio incidere sull'evoluzione dei settori tecnico-operativi del Servizio.
Tuttavia si vuole, qui, soprattutto ricordare la Sua grande figura di scienziato, caratterizzata da una profonda conoscenza e comprensione della Dinamica dell'Atmosfera e delle sue diverse e caratteristiche scale di moto e di validità previsionale.
Infatti, il suo personale impegno di produzione individuale e di guida per i suoi collaboratori, che si sono via via avvicendati nei settori della ricerca di base, hanno consentito al Servizio di rimanere al passo coi tempi e di evolvere da una percezione principalmente sinottica delle esigenze della previsione meteo ai più moderni sistemi numerici e statistici di previsione nazionale e locale.
Già attivo contributore agli sforzi compiuti dal Servizio per la partecipazione all'Anno Geofisico Internazionale del 1958, traeva da quell'esperienza un patrimonio di osservazioni che gli avevano consentito negli anni di produrre rilevanti risultati, quali la determinazione del peso statistico dei termini presenti nelle equazioni di vorticità e divergenza della Dinamica dell’Atmosfera; la significatività delle variazioni del campo barico nei grandi moti atmosferici, utili per meglio correlare l’analisi del campo delle tendenze barometriche alle previsioni a larga scale del flusso atmosferico; l'individuazione dei livelli barici statisticamente più significativi per la previsione atmosferica a livello sinottico.
Negli stessi anni parimenti si interessava a trasferire a livello locale molti dei risultati raggiunti, prima individuando e classificando oggettivamente i tipi di tempo caratteristici del territorio nazionale e successivamente iniziando i primi tentativi del Servizio verso una previsione locale oggettiva per le 24 ore.
Tuttavia il suo grande patrimonio di conoscenze matematiche e fisiche gli consentivano di concentrarsi verso ciò che certamente prediligeva. L’approfondimento della Dinamica dell’Atmosfera nelle scale di moto determinanti per le previsioni a più lunga scadenza. Risultati di quegli anni e frutto dell'impiego dei primi elaboratori elettronici in dotazione al Servizio sono la stesura di un modello baroclino a due livelli finalizzato alla sperimentazioni di previsioni a lunga scadenza (1967-1968) e alle connesse tecniche di integrazione numerica applicate anche alle equazioni caratteristiche della Dinamica soggetta alle approssimazioni di scala (equazione delle velocità verticali).
L'acquisita capacità per i diversi metodi di integrazione non lo allontanavano però da importanti lavori compiuti sui dati di osservazione applicati:
 - alla determinazione del comportamento delle  onde quasi-stazionarie in relazione alle aree di generazione e dissipazione della vorticità atmosferica la cui localizzazione a livello globale era stato frutto di un lavoro dedicato nei primi anni '70;
 - alle varie componenti del bilancio energetico dell'atmosfera caratteristico del territorio nazionale;
 - alla stima del coefficiente di sforzo geostrofico (Tellus, 1975) cui si riferisce la figura che segue.

 



Verso la fine del suo servizio in Aeronautica Militare,  il Generale La Valle si era riavvicinato ai temi legati alla previsione locale oggettiva, tuttavia era la sua indiscussa competenza nel settore della grande scala atmosferica a determinarne la presenza in importanti consessi internazionali. Egli era membro eletto del Consiglio Scientifico del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine cui aveva contribuito con piacere anche perché aveva partecipato, in prima persona, allo studio di fattibilità del Centro stesso unitamente al Generale Sabino Palmieri (altra figura di spicco della Meteorologia italiana). Il primo settore nel quale il Servizio Meteo A.M. ha fornito e tuttora fornisce al MIUR la propria consulenza scientifica nel rappresentare il Paese in ambito europeo, come logico sviluppo della COST 70, nel quadro delle azioni di Cooperazione Scientifica e Tecnica promosse dall’allora MURST all’inizio degli anni 70.
Era stata, infine, di particolare rilievo per il Servizio, nel 1982, la sua key lecture, presentata durante l'ottava sessione della Regione VI dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale, con la quale  aveva delineato la prevedibile evoluzione delle previsioni meteorologiche negli anni a seguire per il Servizio Meteorologico dell'A.M..
La sua passione per la ricerca in meteorologia non si era esaurita con il congedo dal Servizio, ma era proseguita sia con una serie di lavori nel settore della meteorologia aeronautica applicata a scopi di aviazione civile, in particolare affrontando la problematica dello shear del vento sull'aeroporto di Pantelleria.
Ultimo suo lavoro in meteorologia e' stato quello pubblicato sulla Rivista di Meteorologia Aeronautica del Servizio nel 2008 (numero 1), oltre 20 anni dopo il suo congedo, ove aveva presentato la soluzione numerica delle equazioni dell'idrostatica, del moto orizzontale e delle tendenze impiegando un'elegante approssimazione per esprimere il flusso medio meridiano in funzione della componente geostrofica del vento medio zonale e la ricostruzione dei dati osservativi messa a disposizione dal progetto ERA 40 del CEPMMT (periodo 1979-2001).

 

         (Rivista di Meteorologia Aeronautica , Anno 2008, n.1, pp. 26-33)



E' l'augurio di tutti che le nuove generazioni di Ufficiali del Servizio possano seguirne il  luminoso esempio di scienziato ma sopratutto ne riprendano la indomita passione ed attaccamento per la ricerca in Meteorologia.

 

Brigadier Generale G.A.r.f. Lodovico La Valle (classe 1925)