NEFODINA
1.
INTRODUZIONE
NEFODINA è un
modello in grado di individuare sistemi convettivi intensi la cui
sommità abbia una temperatura di brillanza (TB) nell’Infrarosso
inferiore ai 236 K e di prevederne
l’evoluzione nei successivi 15
minuti. Tale prodotto, composto da un modello a soglia variabile e da un sistema di
reti neurali, utilizza combinazioni delle immagini nella finestra
dell’infrarosso 10.8 mm (IR) e nei canali di assorbimento del vapor
d’acqua 6.2 mm (WV1) e 7.3mm (WV2) del MSG,
deducendone informazioni relative a quota e morfologia della struttura
nuvolosa, ed alla temperatura di
brillanza del vapor d’acqua nella media ed alta troposfera.
NEFODINA è in grado di
individuare non solo tali sistemi
nel loro complesso (tab. 1), ma anche tutte le singole celle convettive che li
compongono, consentendo così - studiandone la distribuzione - di
definire la tipologia del fenomeno (tab. 1).
Questo risultato,
ottenuto esclusivamente da dati di tipo satellitare, permette, assieme
all’utilizzo di un prodotto sull’attività elettrica come
Lampinet, una visione completa della convettività presente sulla scena
meteorologica.
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Classe
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Durata
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Dimensioni
Lineari
(Km)
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Dimensioni
superficiali (Km2)
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1. Temporale a singola cella
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30-50min.
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5-10
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20-80
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2. Temporale multicella
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2-6 ore
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20-30
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310-700
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3. Temporale a supercella
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1-6 ore
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20-30
|
310-700
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4. Sistemi convettivi a
mesoscala
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6-12 ore
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350-500
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100.000-200.000
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Tabella 1 Classificazione,
per dimensione e durata, dei sistemi convettivi intensi. Per tali fenomeni le correnti verticali
vanno dai 15 m/s per i temporali a singola cella fino ai 40 m/s per i temporali
a supercella.
2.
OUTPUT GRAFICO
L’output è costituito dall’ultima immagine, nell’infrarosso
10.8 mm dell’ MSG disponibile, dove sono riportate le
celle convettive individuate e l’evoluzione prevista sull’area
italiana (Fig. 1) e del
Mediterraneo.
Differenti tonalità di blu e di giallo sono state utilizzate per
indicare nubi a differenti quote: il blu scuro è utilizzato per nubi
più basse mentre il blu chiaro e il giallo per nubi alte. La scala
cromatica adottata, relativa alla TB della sommità delle nubi, permette
di avere un’idea immediata
circa la morfologia dei sistemi nuvolosi (Fig. 2). I colori associati alle TB
(10.8 mm) sono riportati, in relazione ai gradi centigradi
rappresentati, nella parte inferiore dell’immagine (Fig.1). I colori
rosso e rosa sono invece utilizzati per evidenziare la sommità delle
celle convettive individuate: rosso per quelle previste in crescita (vedi
oltre) e rosa per quelle previste in dissolvimento (Fig. 3). L’informazione,
in ordine allo sviluppo delle singole celle convettive, consente di valutare la
tendenza ad un aumento o ad una diminuzione dell’attività
convettiva (vedi sezione sulla previsione) nei successivi 15 minuti.
Per
ciascun oggetto convettivo individuato è possibile avere le seguenti
informazioni passandoci sopra con il mouse:
LAT: latitudine
della TB IR minima della cella convettiva;
LONG: longitudine
della TB IR minima della cella convettiva;
TMIN: TB
IR minima in gradi centigradi della cella convettiva;
DETMIN: TBmin(t)-TBmin(t-1),
dove TBmin(t) indica la TB IR minima al tempo t;
TMOD: TB
IR modale della cella convettiva;
DETMOD: TBmod(t)-TBmod(t-1),
dove TBmod(t) indica la TB IR modale al tempo t.
Figura 1. Un esempio dell’output
grafico di NEFODINA sull’area italiana. Analogamente esiste
l’output grafico sull’area Mediterranea estesa da Gibilterra a
Cipro.
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Figura 3.I colori
rosso e rosa sono
utilizzati per evidenziare la sommità delle celle convettive
individuate:
rosso per quelle previste in sviluppo e rosa
per quelle previste in dissolvimento.
Con il
rosso/rosa scuro è indicata la regione di
maggiore convettività.
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3.
DESCRIZIONE DEL MODELLLO
NEFODINA analizza l’ultima immagine
disponibile del MSG nei canali 10.8 mm (IR), 6.2 mm (WV1) e 7.3 mm (WV2) e, dopo una
prima fase di pre-elaborazione dei
dati nei diversi canali, procede
all'individuazione ed alla previsione delle celle convettive (schema Fig. 5).
Pre-elaborazione
dei dati satellitari
Durante questa fase viene effettuata la calibrazione, ed il filtraggio dei dati per i
differenti canali. Per la calibrazione si sono considerate le nubi come corpi
neri ed è stata applicata la funzione di Planck. La proiezione è di tipo equatoriale ed il filtro
(3*3) utilizzato è il seguente:

dove Ti,j è l’elemento i-esimo,
j-esimo della matrice delle TB nell’IR.
Individuazione delle celle convettive
Il metodo è
basato sull’idea che le celle convettive più intense siano nubi la
cui sommità abbia una temperatura di brillanza inferiore ai 236 K nel
IR, una forma torreggiante, ed un’area orizzontale circolare e limitata da una forte discontinuità
nella distribuzione spaziale del vapor d’acqua. E' stata scelta una
soglia piuttosto
‘calda’ (236 K), rispetto alle nubi interessate, per cercare di
rintracciare le celle convettive dall’inizio della loro formazione e per
non escludere possibili casi interessanti di convettività limitata ai
bassi strati. L’individuazione degli insiemi nuvolosi è fatta
attraverso un metodo a soglia variabile. Variando la temperatura dai 236 K ai 200 K con
uno passo di un grado Kelvin (fig. 4), si riesce ad individuare tutti gli
oggetti presenti nella scena caratterizzandoli nel canale IR e WV1. Nel IR
vengono dedotti diversi parametri fra cui la posizione, la quota massima, l’area
orizzontale, l’indice di pendenza, la quota modale e
l’ellitticità; mentre nel WV1 si ricava una stima del vapor
d’acqua e della sua distribuzione nella media ed alta troposfera. Tali
informazioni permettono di stabilire quali degli oggetti individuati siano
convettivi.

Fig. 4 Applicando un
algoritmo di contiguità ed un metodo a soglia variabile si individuano tutti
gli oggetti nuvolosi la cui sommità abbia una temperature inferiore ai
236 K. Quindi, analizzandone le caratteristiche nel
canale 10.8 mm e 6.2 mm,
si discriminano le celle convettive.
In seguito, un algoritmo basato sullo studio della correlazione
esistente tra le celle convettive individuate nell’ultima slot e quelle
della slot precedente, permette di seguire gli oggetti convettivi nel tempo.
Tale algoritmo è basato sulla minimizzazione della distanza tra differenti oggetti valutata rispetto a posizione,
temperatura minima e temperatura modale.
Sono disponibili dei file ASCII in cui è riportata la storia (TB
minima nel IR, area, TB minima nel WV1, TB media nel IR, TB modale nel IR, indice
di pendenza, etc) di ogni cella convettiva
presente sulla scena.
Previsione
La previsione delle fasi evolutive future di una cella convettiva è
senz’altro un arduo compito, in quanto il fenomeno convettivo in se
stesso è piuttosto complesso e richiede in linea di principio la
conoscenza di numerosi parametri interni alla cella ed esterni, che descrivono
la caratteristiche termodinamiche dell’ambiente in cui la cella
convettiva si sviluppa. Sono quindi state fatte delle assunzioni che consentono
di semplificare le condizioni di sviluppo e l’algoritmo di previsione
stesso. In NEFODINA la fase di previsione della futura evoluzione della cella
convettiva si basa sulla seguente modellizzazione del comportamento di una
cella convettiva:
|
|
Una cella
convettiva è in fase di
crescita:
oppure
se
(1) (2)
Diremo che la cella convettiva è in fase di dissolvimento
oppure
se

In tutti gli altri casi parleremo di persistenza della fase precedente.
Nota: TIR
indica la TB
minima nel IR e TWV1 indica la TB minima nel WV1.
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|
(1) La crescita della
nube è legata, secondo la formula, alla diminuzione delle temperature di
brillanza nei canali all’infrarosso in finestra (IR 10.8 mm)
e in assorbimento (WV1 6.2 mm).
(2) Considerando che il
canale a 6.2 μm del radiometro SEVIRI è un canale in assorbimento,
una diminuzione della TB deve essere interpretata o come un aumento (a causa
dell’entrainment) del vapor d’acqua all’interno della cella convettiva
o come una modifica del profilo verticale della distribuzione del vapor
d’acqua, specialmente nello strato in cui ha il massimo la funzione peso
del sensore (medio-alta troposfera) alla frequenza di assorbimento del WV.
Analisi fatte con i
dati RAPID SCAN del METEOSAT 6 e con i dati del METEOSAT 7 ed MSG1 hanno
evidenziato come questa definizione sia stabile e realmente rappresentativa
della fase di sviluppo della cella convettiva [3].
Dopo aver
applicato modelli lineari e non-lineari [3,4,5] si è individuata in una
rete neurale di back-propagation (vedi appendice I)
[2,13,14] l’algoritmo migliore per la previsione a breve termine
dell’evoluzione delle celle convettive.
Un’analisi
statistica delle correlazioni fra i differenti canali
durante lo sviluppo delle celle convettive ha portato
all’introduzione del canale WV2, non utilizzato durante la fase di
individuazione. L’utilizzo delle informazioni
deducibili dal WV2 ha permesso di migliorare i risultati precedentemente ottenuti
[3].
La fase di addestramento della rete
neurale è stata eseguita su di un campione di circa 10 000 dati per il
canale IR, WV1 e WV2, applicando il metodo di simulated annealing [15]. Mentre
la fase di verifica è stata sviluppata su circa 3000 dati. Durante
questa ultima fase si è calcolato che la rete neurale commette un errore
medio assoluto (MAD) nell'11% dei casi, nella previsione sulla fase di sviluppo
delle celle convettive nei successivi 15 minuti, e nel 13% dei casi per
previsioni sulla mezz’ora, con una deviazione standard dell’6% in
entrambi i casi. Si ha dunque una probabilità del 80% che
l’evoluzione prevista da NEFODINA si realizzi nei prossimi 30 minuti. La
correlazione misurata fra le previsioni fatte dalla rete neurale e il reale sviluppo delle celle
convettive analizzate è dello 0.8 [3].

Figura 5. Schema di elaborazione di
NEFODINA. Modello di
individuazione e previsione delle celle convettive attraverso l’utilizzo
di dati MSG e l’applicazione di modelli nonlineari.
APPENDICE I
E’ stata definita una rete
neurale di back propagation con un apprendimento di tipo supervisionato. La
struttura è costituita da uno strato nascosto di 60 neuroni, da uno
stato di input di 6 neuroni ed da uno strato di output di un neurone(Fig. 6).

Figura
6. Rete neurale di Back Propagation a due strati utilizzata per le previsione
dello sviluppo delle celle convettive.
Lo studio della funzione di
correlazione e di cross-correlazione delle serie storiche dei canali IR, WV1 e
WV2 ha portato alla definizione del seguente vettore di input
:
dove con TIR(t), TWV1(t) e TWV2(t)
sono indicate rispettivamente le TB minime nei canali IR, WV1 e WV2 al
tempo t. Le funzioni di attivazione si(x) utilizzata fra i neuroni dei diversi strati è di
tipo sigmoidale come per il neurone biologico:
L’output y(t) della rete neurale è dunque
il seguente:
dove con vj,i e wj sono indicati i vettori dei pesi sinaptici fra i neuroni dello strato di input e
quello nascosto, e fra i neuroni dello strato nascosto e quello di output. All’output della rete neurale
viene poi applicata una funzione binaria g
il cui risultato indica
(Fig. 6).
Biblografia
[1] Puca S., Biron D., De Leonibus L.,
Melfi D., Rosci P., Zauli F."A Neural Network Algorithm for the Nowcasting
of the Severe Convective Systems", 2005 IEEE International Confernce on
Computational Inteligence for Measurement Systems and Applications, Giardini di
Naxos, Italy 20-22 July 2005, pp81-84.
[2] Tirozzi B.,
Puca S., Pittalis S., Bruschi A., Morucci S., Ferraro E., Corsini S.,
“Neural Networks and Sea Time Series, Reconstruction and Extreme-Event
Analysis”, Birkhauser Ed., 2005.
[3] Puca S., De Leonibus L., Zauli F., Rosci P., Musmanno L., Biron
D., “A nowcasting tool for the evolution of convective cells using the
water vapor absorption and infrared window channels of the Meteosat Second
Generation”, SPIE 4th
International Asia-Pacific Environmental Remote-Sensing, Honolulu, Hawaii,
4-8 November 2004, vol. 5658 pp 126-131.
[4] Puca S. De
Leonibus L., Zauli F., Rosci P., “Satellite Multispectral identification
of severe storm”, Asymptotic
Analysis and the Physics of Atmosphere and Ocean Italy,
Rome 6-10
September 2004 (in press).
[5] Puca S., De Leonibus L.,
Zauli F., Rosci P., Biron D., . “MSG data use for nowcasting of convective
systems, based on neural network algorithm”, The 2004 EUMETSAT meteorological satellite conference, Prague, Czech
Republic, 31 May- 4 June 2004, pag 158-160.
[6] Puca S., De
Leonibus L., Musmanno L., Zauli F., Rosci P., “The Automatic detection
and forecast of convective system based on multispectral satellite data (IR
window and absorption meteosat channels) and neural network technique”, The 2003 EUMETSAT Meteorological Satellite
Conference, Weimar, Germany, 29 September – 3 October 2003, pp
471-478.
[7] Puca S., De
Leonibus L., Zauli F., Rosci P., Musmanno L.,”Automatic detection and
forecast of convective system based on
multispectral satellite data (IR window and absorption Meteosat
channels)”, in ECAM 2003 -
Sixth European Conference on Applications of Meteorology " - In
conjunction with: The Third European Meteorological Society (EMS), 14-19
September 2003, Rome, Italy, paper 101, pp 1-12.
[8] Puca S.,
Deleonibus L., Musmanno L., Rosci P, Zauli F., “A new
implementation of a tool for the automatic detection and forecasting of
convective cells”, in Mediterranean
Conference on Modeling and Simulation (MCMS), Reggio Calabria, Italy, 25-27
June 2003, paper 214 pag 1-11.
[13] Mhaskar, H. N., 1996, “Neural Networks for
optimal approximation of smooth and analytic functions”, Neural
Computation, 8, pp. 164-177.
[14]
Hertz, J., Krog, A. , and Palmer, R. G., 1993, Introduction to theory of neural computation, Addison-Wesley.
[15]
Aarts, E. , and Korst, J., 1990, Simulated
Annealing and Boltzmann Machine, John Wiley and Sons, New
York.