100 Anni del Servizio Meteorologico


 

1910-2010
Il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica compie 100 anni

 

 

Il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare questo anno compie 100 anni, erede del Regio Servizio Aerologico istituito nel 1910 a Vigna di Valle, sulle rive del lago di Bracciano.
La storia della meteorologia in Italia è strettamente legata al sorgere della tecnica aeronautica.
Il Reparto dell’Esercito cui erano affidate le attività aeronautiche, la Brigata Specialisti del Genio, incominciò a utilizzare il lago di Bracciano quale campo sperimentale per le proprie attività.


Alla fine del 1906, il maggiore Maurizio Moris, Comandante del Reparto, chiese un ufficiale adatto a impiantare un osservatorio aerologico. Il tenente Attilio Cristoforo Ferrari, designato a tale compito, dopo aver visitato i principali osservatori aerologici europei, intraprese la costruzione dell’edificio a Vigna di Valle nel giugno del 1909, mentre già si eseguivano le prime misurazioni mediante palloni pilota con attrezzature di fortuna.
Nel maggio del 1910 ebbe inizio l’attività regolare dell’Osservatorio Aerologico con il compito di “curare studi e lavori di esplorazione dell’atmosfera (alta e bassa) intesi a contribuire convenientemente alla migliore conoscenza dell’oceano aereo nel quale i nascenti aeromobili dovevano navigare”.
L’Osservatorio di Vigna di Valle in analogia a quello di Lindemberg (Berlino), visitato dal Ferrari, era composto da:
- un fabbricato prin
cipale, sede degli uffici, della biblioteca e dei gabinetti scientifici;
- una rimessa per ricov
erare palloni frenati, cervi volanti e palloni sonda;
- un fabbricato destinato a ospitare un’officina meccanica di precisione e un’officina elettrica;
- una t
orretta cilindrica del diametro di circa 4 metri girevole intorno al suo asse e contenente un verricello elettrico per le ascensioni dei cervi volanti e dei palloni frenati.
Contemporaneamente, il Ferrari incominciò a operare per riunire in un unico servizio tutte le stazioni aerologiche italiane e attraverso una convenzione tra i Ministeri della Guerra e dell’Agricoltura, Industria e Commercio e il Comitato Talassografico Italiano, approvata nell’ottobre del 1911 e sancita da un decreto del febbraio del 1912, istituì il Servizio Aerologico Italiano. Esso durò fino al 1925 ed ebbe sempre come centro l’Osservatorio di Vigna di Valle, che in quel periodo si chiamò Regia Stazione Aerologica Principale.
Il primo quindicennio di vita dell’osservatorio rappresenta certamente il periodo nel quale esso fu più conosciuto e incise maggiormente sullo sviluppo della scienza e della tecnica nazionale.

 


Verso il 1923, l’Osservatorio divenne sede dei corsi della scuola aerologisti. I corsi di formazione e perfezionamento per ufficiali geofisici che vi si tennero più tardi, videro tra gli insegnanti figure come i professori Filippo Eredia, Raul Bilancini e Oreste De Pasquale. I danni causati dalla Seconda Guerra Mondiale furono notevoli, e le attività dell’Osservatorio ripresero solo nel 1952, con la realizzazione di strumenti di nuova concezione, l’organizzazione di reti di misura e la riparazione e sperimentazione di radiosonde, apparecchiature ideate per la misura della pressione, temperatura, direzione e intensità del vento e umidità che, portate nell’atmosfera da un pallone-sonda, trasmettono a terra i rilevamenti effettuati ai vari livelli.
Nello stesso 1923 nasce l’Aeronautica Militare.

 


Due anni dopo, con il Regio Decreto n.1431 del 2 luglio 1925 venne creato l’Ufficio Presagi alle dirette dipendenze del Commissariato per l'Aeronautica. Questo assorbiva la Sezione Presagi dell'Ufficio Centrale dipendente dal Ministero dell'Economia Nazionale, e la Sezione Aerologica Sperimentale (con la Stazione Sperimentale Principale di Vigna di Valle), già dipendente da una delle sue Direzioni.  La Sezione Aerologica e dunque la sede di Centocelle, i Centri Aerologici Regionali e la rete di Stazioni Aerologiche, continuavano invece a dipendere dall'Ufficio del Traffico Aereo.
Veniva così sancita una struttura organizzativa che vedeva la gestione delle previsioni (come dire il Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica di adesso) e delle ricerche in unico ente, mentre la gestione della rete di stazioni e degli "uffici meteo" faceva capo ad un ente che non si occupava non solo di Meteorologia, ma più generalmente di traffico aereo.

Questa in sintesi una breve storia su quanto accadde nei primi tempi, quando persone e fatti hanno reso possibile che l'Italia fosse al passo con i tempi anche nel settore della meteorologia e climatologia.
Tutto ciò  rende onore in primis all’
Aeronautica Militare, la Forza Armata che, in silenzio ed umiltà, ha saputo in questi 100 anni garantire il funzionamento di un Servizio Meteorologico moderno, non solo orientato a soddisfare le esigenze meteorologiche aeronautiche ma anche quelle dell’intera collettività nazionale. Infatti, in tutti questi anni, il Servizio Meteorologico dell’A.M. ha svolto per il Paese, con eccellenza e tenacia, tutte le attività tipiche di un Servizio Meteorologico Nazionale mettendo a disposizione della Nazione professionalità, capacità e passione.

 


Il valore dimostrato in un secolo di meteorologia aeronautica, qualifica il Servizio Meteorologico come “bene comune” del Sistema Paese. Di recente, ad esempio, la Commissione CIMO dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale dell’ONU (WMO-ONU) ha assegnato al Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare e all’Università di Genova il ruolo di Centro di Eccell
enza, unico al mondo, per lo studio degli strumenti e dei metodi di misura dell’intensità delle precipitazioni.

 


Il Servizio Meteorologico dell'A.M. ha avviato una serie di iniziative, in occasione di questo grande anniversario, tra le quali la realizzazione di un filmato prodotto da RAI-teche dal titolo "L'Alba del tempo".
 


Visualizza il filmato storico.

 


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