Bollettino mensile Giugno 2015

Il mese di Giugno 2015 sull’Italia è stato caratterizzato nel complesso da una prevalenza di condizioni di instabilità atmosferica, con associati fenomeni temporaleschi, intervallate da brevi fasi in cui un temporaneo consolidamento dell’anticiclone estivo sull’Europa occidentale ha determinato condizioni atmosferiche in generale più stabili.  

La prima settimana del mese è stata caratterizzata sull’Europa occidentale e l’Italia centro-settentrionale da una configurazione barica di alta pressione e quindi da prevalenti condizioni di bel tempo e stabilità. Sull’Italia meridionale, invece, una debole circolazione ad andamento ciclonico ha comportato il richiamo di aria fresca dai quadranti orientali e, dunque, condizioni di instabilità con associati fenomeni temporaleschi sparsi, in particolare sulle zone interne. E’ seguita una nuova fase durante la quale l’intrusione di aria dai quadranti orientali si è estesa anche alle regioni del centro-nord, determinando diffuse condizioni di instabilità ed intensi temporali pomeridiani e serali a carattere sparso un po’ su tutta la penisola, con manifestazioni che localmente hanno assunto carattere di forte intensità. Tra i giorni 10 e 11 si assiste ad un generale, anche se temporaneo, aumento della pressione seguito da un peggioramento sul nord-ovest nei giorni 12-13, in estensione al centro e al nord-est nei giorni 14-15. Tale peggioramento è stato determinato da correnti atmosferiche sud-occidentali sul Mediterraneo occidentale, flusso collegato ad una struttura depressionaria in approfondimento sulla penisola Iberica. Nei giorni 16-17 tale struttura di bassa pressione transita sull’Italia, determinando condizioni di generale maltempo. Nei giorni 19-21 una perturbazione di provenienza nord-europea lambisce le nostre regioni orientali. Nei giorni 22-24 una nuova perturbazione interessa dapprima il nord e poi le regioni centrali, permanendo ad influenzare le regioni meridionali adriatiche e ioniche fino al giorno 26. La fine del mese è contraddistinta da una generale risalita della pressione e della temperatura sull’Europa occidentale, con l’Italia interessata dal bordo orientale dell’anticiclone e quindi da correnti settentrionali più fresche.

 

Nel complesso, però, le temperature del mese sono state più elevate della media climatica del periodo (con riferimento al trentennio 1961-1990). La prima decade è stata quella più calda del mese, in particolare sulle regioni centro-settentrionali, dove lo scostamento medio delle temperature massime dai valori climatici di riferimento è stato di circa 5 °C, ma che in alcune località ha raggiunto e perfino superato i 7 °C. La seconda decade ha fatto registrare valori dello scostamento meno pronunciati e la terza decade è stata caratterizzata da valori delle temperature vicini alla media del periodo, con locali eccezioni su Puglia e Sicilia per valori leggermente al di sotto dei riferimenti climatici. I valori estremi superiori della media mensile della temperatura massima sono stati leggermente superati, relativamente alla serie storica degli ultimi 64 anni, su 3 stazioni della rete osservativa A.M./E.N.A.V, in particolare: Pian Rosà (AO), che passa da 4.9 °C a 5.7 °C; Monte Calamita/Isola d’Elba (LI), che passa da 25.7 °C a 26.3 °C; Monte Terminillo (RI), che passa da 16.9 °C a 18.5 °C. Anche per le medie mensili delle temperature minime è stato superato il valore estremo superiore sulla stazione di Pian Rosà, che passa da -1.3 °C a 0.4 °C. Per quanto riguarda gli estremi superiori giornalieri, la temperatura massima ha fatto registrare il valore record sulla stazione di Capo Mele (IM), che passa da 32.4 °C a 33.0 °C.   

 

Le precipitazioni nel complesso sono state leggermente al di sotto o al più nella media del periodo su gran parte del territorio nazionale, con eccezioni sulle regioni meridionali tirreniche, la Sicilia orientale, la Sardegna meridionale e localmente su Emilia-Romagna e Trentino Alto Adige. A Decimomannu (Cagliari) è stato superato, seppur di poco, l’estremo giornaliero di precipitazione cumulata, passando da 39 mm 39,3 mm.

 

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