Il Centro Aeronautica Militare di Montagna di Monte Cimone ricorda il Maresciallo Lorenzo Gherardi.

Si è spento a quasi 97 anni una dei personaggi più significativi e memoria storica del C.A.M.M. di Monte Cimone.

Venerdì 6 marzo scorso è morto a Sestola il Maresciallo Lorenzo GHERARDI. Fu tra i primi militari assegnati alla stazione meteorologica di monte Cimone alla sua riapertura dopo la seconda guerra mondiale nel 1945 vivendo appieno gli anni dell’era dei “portatori” e contribuendo in maniera decisiva alla crescita e allo sviluppo di quello che oggi, come Centro Aeronautica Militare di Montagna (C.A.M.M.) è uno degli Enti di maggiore prestigio della Forza Armata all’interno del Servizio Meteorologico dell’A.M.
Nato a Vidiciatico, ai piedi del Corno alle Scale, nel pieno Appennino bolognese, il 16 agosto 1918, dopo essersi arruolato giovanissimo in Aeronautica Militare, combatté la guerra d’Africa e operò nelle  stazioni meteorologiche di diversi aeroporti italiani tra cui Napoli Capodichino e Taliedo, in provincia di Milano prima di essere assegnato, con il grado di Sergente Maggiore, alla stazione meteo di Monte Cimone nell’agosto del 1945. Di fatto riaprendo la stazione dopo il secondo conflitto mondiale.
Negli anni ’50 Gherardi collaborò a lungo con l’allora direttore dell’Osservatorio Scientifico Sperimentale di Meteorologia Aeronautica di Monte Cimone Capitano Ottavio Vittori Antisari (tra i maggiori scienziati e studiosi di fisica dell’atmosfera del XX secolo e in seguito tra i fondatori dell’istituto Fisbat-Cnr, oggi Isac-Cnr di Bologna) in tutte le attività scientifiche che si stavano sviluppando, studi sulla  grandine, sulla nebbia e sull’inquinamento atmosferico. Raccolse e conservò meticolosamente un mole grandissima di dati meteo e, insieme al personale dell’epoca, contribuì in maniera decisiva all’evoluzione logistica dell’Ente, con il trasporto in vetta dei cavi per la corrente, i motori per i gruppi e le tubature per l’acqua.
Terminato il servizio attivo nel 1973, non aveva mai abbandonato la sua passione per il monte Cimone e l’Aeronautica Militare. Nel 1980 la rivista di Meteorologia Aeronautica iniziò la pubblicazione in 5 capitoli di un suo lavoro, “Cimone, un faro sull’Appennino”; non solo testimonianza per ciò che il monte Cimone avesse significato per lui, ma vero e proprio testamento di conoscenza per le generazioni future. Con date, nomi, fatti e aneddoti che descrivono la nascita e lo sviluppo del Centro in quegli anni difficili ma ricchi di opportunità.
Un uomo e un militare che si è dedicato con passione, professionalità e lungimiranza al suo lavoro. Ne è testimonianza la chiusura del suo lavoro pubblicato sulla Rivista, nel 1983. Gherardi concludeva così: “ (…) accenniamo infine ad un ultimo aspetto dell’attività relativa allo studio dell’inquinamento atmosferico di fondo, per il quale è stata installata al Cimone un’apparecchiatura assai delicata (analizzatore di gas operante nell’infrarosso)e tale da permettere la misurazione del contenuto dell’anidride carbonica atmosferica con una precisione elevatissima. L’anidride carbonica è uno dei componenti naturali dell’atmosfera, ma la sua concentrazione sta variando ad opera dell’uomo. Si pensi che nel 1900 era presente in media nella misura di 300 ppm; il valore medio attuale è sulle 324 ppm e valutazioni basate sull’incremento della combustione come quella attualmente in corso fanno prevedere per l’anno 2000 valori compresi tra le 375 e le 390 ppm. E’ al fine appunto di seguire costantemente le variazioni del contenuto medio dell’anidride carbonica, che potrebbero avere grande influenza sul clima mondiale, che vengono fatte misure sistematiche al Cimone. (…) per questo dunque deve essere considerata una delle valide e vigilanti “sentinelle del cielo” che vegliano sul futuro dell’umanità. (L. Gherardi)”.

Un militare con un grande spirito di appartenenza verso la Forza Armata e che ha amato moltissimo il suo lavoro e un uomo gentile, educato, disponibile e umile al quale nel 2008 era stata dedicata una festa a Sestola nella quale, tra l’altro, fu premiato dal T.Col. Morico allora volto in RAI per il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare.

Con Lorenzo Gherardi se ne andato l’ultimo militare dell’epoca dei portatori del Cimone.  Un personaggio di quelli che riescono ad essere protagonisti positivi della storia pure senza volerlo. Uno di coloro che aveva contribuito in maniera decisiva a far diventare il monte Cimone “Un faro nell’Appennino”.

Il Centro A.M. di Montagna è un Ente del Servizio Meteorologico dell’A.M. dipendente dal Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica (CNMCA) di Pratica di Mare (Roma). Attualmente diretto dal T. Col. Patrizio Emiliani, svolge la sua attività operativa prevalentemente a 2.165 m di quota, all’interno del parco del Frignano, da dove è possibile osservare un panorama a 360° che copre quasi metà del territorio nazionale (120.000 Kmq). Dal 1937, l’attività svolta ha riguardato il settore dell’assistenza al volo, le telecomunicazione, le misure meteorologiche ed ambientali. Dal 1975, si misura l’ozono stratosferico, dal 1979 l’anidride carbonica (prima stazione in Europa) e dal 2012 il metano in atmosfera. Dal 2011 è una delle 29 stazioni globali al mondo all’interno del programma internazionale Global Atmosphere Watch dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale.

Lgt.  Antonio Proietti - Centro Aeronautica Militare di Montagna di Monte Cimone

 
il M.llo Gherardi nel 1946

 
Il M.llo Gherardi nel 2008 riceve il crest del CAMM dalle mani del T. Col. Morico

 


Epoca dei portatori, la salita in inverno , sotto,  una pausa in tarda primavera. Il M.llo Gherardi visse appieno l’epoca dei portatori e testimoniò il passaggio dell’Ente fino all’epoca più moderna degli anni ’70.


Il M.llo Gherardi (accovacciato) durante un esperimento scientifico sul Cimone. Si riconosce, in piedi accanto al telescopio, l’allora direttore dell’OSSMA capitano Ottavio Vittori.