Il liceo Aristofane di Roma in visita al COMET

Il giorno 22 Ottobre 2015, le classi IIDC e IIGL del liceo classico e linguistico Aristofane di Roma si sono recate in visita al Centro Operativo per la Meteorologia di Pratica di Mare.
Molti aspetti della società ed anche le nostre abitudini quotidiane sono ampiamente condizionate dal clima e dai fenomeni atmosferici. Spesso però si ignora o non si sa che dietro alla comune domanda: “che tempo fa?”, c’è un mondo tutto da conoscere, più complesso di ciò che si pensa e che prevede un enorme lavoro, che spesso sembra celato dietro i fari luminosi di uno studio televisivo, dove un uomo in divisa ci aggiorna sulla situazione meteorologica della nostra penisola.
Quale modo migliore per avere una visione sinottica di come si studiano i fenomeni atmosferici e non solo, se non visitare il centro della Aereonautica Militare a Pratica di Mare?
L'Aeronautica Militare è, assieme all’Esercito Italiano, alla Marina Militare ed all’Arma dei Carabinieri, una delle quattro forze armate italiane ed è, in particolare, quella destinata alle operazioni aeree. Questa svolge moltissimi compiti, sia in ambito nazionale che internazionale e tra i tanti ricordiamo: la difesa dello Stato contro ogni possibile aggressione, il contribuire a promuovere la pace e la sicurezza internazionale, l’intervenire in occasione di pubblica calamità e molti altri ancora, ma quello di cui ci siamo interessati è stato proprio scoprire “come si fa il meteo”.
Questo compito da sempre era gestito dal  Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica, CNMCA, e ora anche e soprattutto dal Centro Operativo per la Meteorologia, COMET.
Dopo essere stati calorosamente accolti dal Maggiore Alessandro Palazzo, ci hanno condotti in una grande sala dove ci è stato illustrato, tramite interessanti spiegazioni e diapositive, le principali funzioni di questo ente, soprattutto in campo meteorologico.
Inizialmente, se si vuole fare un discorso propedeutico, bisogna specificare che vi sono diversi strumenti per lo studio del clima e di tutti gli agenti che lo caratterizzano. Esistono infatti sistemi di misurazione come il radiosondaggio, le stazioni a terra, che corrispondono ad ogni aeroporto civile e non, satelliti e piccoli osservatori chiamati Standard Weather Station. Ognuno di questi raccoglie informazioni precise sul clima che vengono trasmesse a basi come quella di Pratica di Mare, dove vengono studiate, al fine dell’elaborazione e diffusione, nazionale e internazionale, dei dati e delle informazioni meteo. Questi sistemi di misurazione hanno subito un enorme sviluppo soprattutto negli ultimi anni, dato dall’incremento delle nuove tecnologie e dalla costruzione di nuovi centri appositi, che man mano si sono diffusi fino a costellare la nostra penisola.
Ma prima di interessarci di veri e propri fenomeni meteorologici e delle diverse fasi e organi operativi che li studiano, abbiamo ricostruito le principali attività atmosferiche che caratterizzano il nostro geoide. Eh sì, già sentir chiamare la nostra Terra con questo termine sta a dimostrare quanto la visita sia stata utile ed istruttiva. La Terra infatti è un geoide, ciò significa che non ha la forma perfetta di una sfera, ma presenta delle irregolarità. Inoltre, essendo il suo asse di rotazione non perpendicolare ma leggermente inclinato, la diffusione del calore sulla superficie terrestre fa sì che nel corso dell’anno si alternino le diverse stagioni e le ore di luce a quelle di buio, grazie anche ai moti di rotazione e di rivoluzione. La Terra però è anche soggetta a moti millenari, chiamati così perché si verificano in lunghi archi temporali.

È perciò importante sottolineare che nella nostra atmosfera al fine di raggiungere un equilibrio termico, avvengono dei movimenti causati dallo spostamento di venti e di grandi masse d’aria e quindi si generano diversi moti convettivi che creano fenomeni come il fronte caldo, il fronte freddo, precipitazioni, la formazione di nubi e di cumulonembi. È stato molto interessante apprendere tutte queste informazioni tramite la proiezione di immagini e filmati animati su un grande schermo.
Un aspetto in particolare ci ha interessato: lo studio e la formazioni delle previsioni meteo, ovvero il modo in cui le informazioni, che sono trasmesse dai diversi centri e sistemi di misurazione, vengono trasformate tramite super-computer in immagini che poi sono analizzate dal meteorologo.
Infatti, prima di arrivare a stabilire una previsione certa e divulgabile, bisogna attenersi ad un attenta e sistematica procedura molto complessa. La grande quantità di informazioni rilevate vengono inviate ad un super computer che, risolvendo equazioni differenziali complicatissime, riporta queste sotto forma di colori, ognuno corrispondente a una diversa situazione climatologica. Ma l’aspetto più affascinante sta nella precisione con cui queste azioni devono essere svolte, è come se il meteorologo prendesse le vesti di un chimico e che ogni minima variazione possa determinare la riuscita del suo esperimento. Questo perché, come nel caso delle previsioni probabilistiche, sfruttate per indicare fenomeni meteorologici incerti e poco affidabili, perché espressi su una troppo estesa scala temporale, bisogna fare attenzione a non compiere nessun errore, perché nel corso del tempo questo potrebbe aggravarsi sempre di più, fino a divenire irreparabile.
Anche se dalla grande quantità delle informazioni apprese la nostra visita sembrerebbe finita, il nostro percorso nel centro di Pratica di Mare è proseguito all’interno della struttura, facendoci vivere in pieno la quotidianità dei nostri meteorologi italiani a lavoro. Sembrava che semplicemente alzando di poco il tono della voce, si potesse far commettere un errore a chi era impegnato nel proprio lavoro e questo faceva crescere in noi un grande senso di responsabilità, perche nel caso che questo si fosse verificato, avremmo compromesso delle informazioni che sarebbero state poi divulgate a tutt’Italia. Giunti al piano terra della struttura ci siamo ritrovati dinanzi grandi schermi con immagini satellitari, che, in moviola, mostravano la nostra penisola e quali erano i punti con più addensamenti nuvolosi. Di lì a poco in quella stessa stanza si sarebbe tenuto un briefing, ovvero un incontro con scadenza ricorrente, in cui si sarebbe discusso delle prossime previsioni meteo della settimana. Mentre eravamo affascinati da tutto ciò che ci circondava, la fortuna è stata dalla nostra parte perché ci è stato possibile assistere ad una telefonata tra un meteorologo della base ed il centro di Isoradio di Saxa Rubra, in cui in diretta e prima di chiunque altro, abbiamo conosciuto il bollettino meteo dei giorni a venire che prevedeva un weekend soleggiato e posso testimoniare io stesso che così è stato.

Infine il nostro percorso si è concluso nella sala di controllo principale dove ininterrottamente si ricevono informazioni dai principali poli di recezione meteo internazionali, Washington, Mosca e Melbourne. È stato davvero emozionante osservare schermi immensi ricchi di scritte microscopiche in continua trasformazione, come se fossimo stati immessi in un enorme sistema nervoso capace di gestire enormi quantità di informazione alla massima velocità.
Le sorprese però non erano ancora terminate e quando il Maggiore ci ha accennato che saremmo passati proprio all’interno del supercomputer, l’entusiasmo è stato generale. Così in silenzio abbiamo camminato tra getti di aria calda e fredda necessari a mantenere una temperatura stabile affinché il super-computer potesse funzionare e con facce piene di stupore abbiamo osservato le mille lucine colorate di questo enorme macchinario, come se ci fossimo affacciati su un enorme metropoli illuminata dalle luci intermittenti della notte, davvero un’emozione unica.
Prima che la nostra esperienza si concludesse abbiamo visto un filmato riassuntivo che, in pochi minuti, illustrava tutta la storia dell’Aeronautica militare, sin dalla sua formazione.
È stata davvero un’esperienza interessante che ci ha arricchito sotto ogni aspetto, non solo quello culturale, ma anche morale. Nessuno avrebbe mai immaginato che dietro un minuto e trenta secondi di previsioni meteo in televisione si nascondesse un labirinto così grande di informazioni, lavoro e studio. Questo è stato per ognuno di noi uno spunto di riflessione su come spesso molte cose sono date per scontate o viste in modo semplicistico rispetto a ciò che veramente esse celano.
D’ora in poi quando guarderò il cielo la mattina prima di uscire per decidere se portare con me l’ombrello, ripenserò alle mille luci colorate del super-computer come se fossero anche loro nascoste tra le nuvole: perché non immaginare che forse quelle luci un giorno qualcuno di noi avrà la possibilità di osservarle quotidianamente e ripensare a quanto sia stato importante per lui quel giorno in cui,controvoglia, si era alzato dal letto per andare in gita?

 

Articolo scritto dall'alunno Nicolò Franco IIDC

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