La sabbia del deserto arriva sulle Alpi Austriache, passando per il Cadore

Le temperature decisamente miti che stanno caratterizzando questo inverno, e in particolar modo i giorni appena scorsi, sono il frutto di una persistente ventilazione meridionale che ha soffiato per giorni su gran parte del Mediterraneo e dell’Europa centro-orientale. In questo modo una massa d’aria subtropicale si è impadronita delle medie latitudini europee.

 

Ma, sulla sponda meridionale del Mediterraneo, come noto, ci sono regioni sostanzialmente desertiche, quindi ricche di sabbia. La figura 1, mette ben in evidenza l’intenso flusso meridionale di cui stiamo parlando.

 

 

Figura 1: Tropopausa dinamica e geopotenziale a 500hPa – T+6 ore ECMWF 00UTC 18/02/2014

 

Quando la massa d’aria calda ha iniziato a ritirarsi sotto la spinta delle più fresche correnti atlantiche, la sabbia arrivata dal sahara e sospesa in atmosfera ha fornito i nuclei di condensazione per la condensazione del vapore acqueo nella zona di rimescolamento; le nubi hanno aumentato la loro consistenza e sono iniziate le precipitazioni. Sorpresa, come efficacemente mostrato dall’immagine qui sotto (Figura 2), scattata nella mattinata del 20 febbraio sul Cadore, la neve ha assunto un colore rosato, ben diverso dal bianco candido che solitamente la caratterizza

 

Figura 2: Neve rosa sui monti del Cadore; nell’immagine, anche le orme di un animale selvatico (Foto di Carlo Colarieti Tosti)

 

Neve rosa dunque, ma non solo. Da uno scambio di informazioni e pareri tecnici tra noi ed i colleghi dei vari Servizi Meteo Europei (prassi seguita frequentemente, specie in situazioni meteo particolarmente interessanti), un collega del Servizio Meteo Austriaco (www.zamg.ac.at) ci ha messo a disposizione i rilevamenti sulla qualità dell’aria fatti il 19 febbraio dall’osservatorio d’alta quota di Sonnblick, che si trova a 3111 metri sul livello del mare nel cuore delle Alpi austriache a pochi chilometri dal confine con l’Italia, cioè proprio in prossimità delle Dolomiti. Nelle loro misurazioni, si è osservato un picco della concentrazione di sabbia e di nero di carbone (o black carbon, un pigmento prodotto dalla combustione di prodotti petroliferi pesanti): non solo quindi microparticelle di origine naturale, ma anche particolato proveniente da combustione, nella fattispecie PM10, come ben evidenziato dalla grafico di Figura 3.

 

Figura 3: Concentrazione di Polvere e PM10 in atmosfera (in alto) e precipitazioni totali (in basso) (fonte ZAMG)

 

Per concludere, sempre grazie alla cortese collaborazione del Servizio Meteo Austriaco, una stupenda immagine delle Alpi, nella quale si nota la scarsa trasparenza dell’aria per la gran quantità di particolato presente in sospensione, appena prima che l’inizio delle precipitazioni nevose le  depositasse al suolo (Figura 4).

 

Figura 4: Vista dall’osservatorio di Sonnblick (fonte ZAMG)

 

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