La tempesta Bernd verso le Isole Britanniche

 A pochi giorni da Xaver, che ha colpito le regioni del Mare del Nord e dell’area Baltica, un’altra intensa perturbazione si sta avvicinando dall’Atlantico Settentrionale verso le Isole Britanniche. Bernd è il nome che l’Università di Berlino le ha assegnato.


La carta europea della vigilanza meteorologica, elaborata ogni giorno in base ai dati immessi dai singoli Servizi Meteo Nazionali (Meteoalarm) indica il massimo livello di allerta (rosso) per l’Irlanda nord-occidentale.

 

Figura 1: Mappa Meteoalarm

 

Cerchiamo di capire come si sta formando questo intenso ciclone extratropicale (Rapid Cyclogenesis).
Il flusso perturbato principale, ovvero la fascia ove si colloca il fronte polare e le correnti a getto in quota, si presenta ancora in Atlantico intorno al 55° parallelo Nord, ma tende a scendere di latitudine accrescendo il contrasto con l’Anticlone delle Azzorre ben strutturato sul vicino Atlantico, dove ha inizio un processo di veloce ed intenso approfondimento del ciclone extratropicale, che sta traslando tra la Scozia ed il Mare del Nord, come ben evidenziato dai campi previsti della pressione al livello medio del mare dell’ECMWF.



Figura 2: Pressione al livello medio del mare e vento a 10 metri di altezza prevsiti per le 00 UTC del 19 dicembre 2013
 

 

Particolarmente significativa è l’immagine da Satellite nel canale multispettrale RGB Airmass (Fig.3), che fornisce un’idea chiara di come in Atlantico il contrasto di masse d’aria sia particolarmente accentuato e quindi alta l'energia potenziale in gioco.

 

Figura 3: Immagine RGB Airmass alle 07 UTC del 18 dicembre 2013

 

La freccia gialla indica l’area ove si va formando la rapida ciclogenesi e dove si ha il massimo dei venti in quota (sino a 150 nodi, circa 300 km/h). 

 

Figura 4:  Altezza della tropopausa dinamica, venti a 300 hPa e geopotenziale a 500 hPa alle 06 UTC del 18 dicembre 2013

 

Dalla Figura 4 si può vedere bene l’area ove si localizza un forte abbassamento della tropopausa dinamica e la conseguente irruzione di aria stratosferica che innesca la formazione ciclonica (evidenziata in arancione nella Fig.3).
Immaginando la troposfera divisa in due livelli, uno in prossimità del suolo ed uno poco oltre la metà, possiamo schematizzare un meccanismo di formazione del ciclone come quello evidenziato in Figura 5.

 

Figura 5: Schema della formazione del ciclone extratropicale


L’effetto atteso per la giornata di oggi è quindi un intensificazione dei venti sul nord delle Isole britanniche sino a forza 11 della Scala Beaufort, che equivale ad una velocità media del vento sino a 120 km/h (e possibili raffiche sino a 150-170 km/h), con uno stato del mare pari ad 8 della Scala Douglass, cui corrispondono onde da 9 a 14 metri, con elevato rischio di storm surge (inondazione dal mare) sulle coste esposte.
La stagione del maltempo quindi si manifesta con tutti i suoi ingredienti sul Nord Europa, cui fa da contraltare una fase ancora relativamente stabile per l’area mediterranea e quindi per l’Italia.

 

...che mugghia come fa mar per tempesta,
se da contrari venti è combattuto.

Dante, Inferno V