L'alluvione del Messinese del 22 novembre 2011

Il 22 novembre del 2011, intense e persistenti piogge hanno interessato la provincia di Messina, in particolare le zone della costa tirrenica, e la Calabria;  i comuni più colpiti sono stati Saponara, Villafranca Tirrena, Rometta e Barcellona Pozzo di Gotto, con 4 morti e circa 700 persone sfollate (dati Protezione Civile). Fortissime precipitazioni convettive si sono abbattute su queste aree, con quantitativi di precipitazione oraria dell’ordine di 60-100 mm, e valori cumulati totali intorno ai 150 mm (dati provenienti dalla rete osservativa AM e dalla rete pluviometrica della protezione Civile, che ha rilevato inoltre valori di picco superiori ai 200 mm nella zona di Barcellona P.d.G.). L’evento è inquadrabile in una cosiddetta V-shaped storm (data la forma geometrica del sistema convettivo) in seno ad un’area baroclina.

Verranno di seguito descritte le caratteristiche di tale sistema, evidenziando al contempo come l’evento è stato previsto e seguito dal CNMCA.

 

L’individuazione del soggetto a mesoscala

Il soggetto responsabile delle eccezionali precipitazioni che hanno colpito Sicilia e Calabria si inquadra sinotticamente in una profonda circolazione ciclonica in quota, che interagisce con una significativa anomalia calda nei bassi strati, attivata da forti venti sciroccali. Le mappe del geopotenziale a 500 hPa, della Vorticità Potenziale e del vento a 300 hPa del 21 novembre evidenziavano a 24 ore una vasta anomalia della tropopausa dinamica sullo stretto di Sicilia, con un jetstreak più a sud tra la Tunisia e la Libia (Fig.1).

                                      

Figura 1: Mappa del geopotenziale a 500 hPA, Tropopausa Dinamica e venti a 300 hPa, che evidenzia un’anomalia in quota tra la Tunisia e la Sicilia; a dx mappa del vento a 925 hPa, che mostra l’intenso flusso meridionale.

 

La mappa delle precipitazioni previste sia dal modello ECMWF che dal COSMO-ME fornivano un chiaro segnale di valori molto elevati su un’area circostanziata corrispondenti a massimi di 60 mm (ECMWF) e 220 mm in 12 ore (Fig.2)

                                    

Figura 2: Distribuzione delle precipitazioni previste dall’ECMWF  e dal COSMO-ME a 36 h ore, con step di 12 ore, che evidenziano massimi di precipitazione sino a 60 mm (ECMWF) e 220 mm (COSMO ME).

 

Tali valori risultano estremamente localizzati sull’area ionica siciliana e non danno fortissimi segnali sulla Calabria.
Dai campi di vorticità a 500 hPa e umidità relativa a 700 hPa e dalla temperatura potenziale di bulbo bagnato a 850 hPa si può osservare l’intensificazione del soggetto sinottico, previsto nella notte tra il 21 ed il 22.

                                   

Figura 3: Mappe dell’Ur a 700 hPa e della TWB a 850 hPa; esse evidenziano un fronte freddo, anche se con una baroclinicità non elevata nei bassi strati.

 

I segnali a scala sinottica forniti dai modelli matematici e la situazione già in atto sulla Sardegna, hanno portato nella mattinata di lunedì all’emissione di un avviso meteorologico che, oltre a dare la persistenza dei temporali forti sulla Sardegna, segnalava l’estensione di intense precipitazioni alla Sicilia ed a tutte le altre regioni del settore ionico (fig.4).

Figura 4: Mappa di Meteo-Alarm (www.meteoalarm.eu) in cui si riporta in forma grafica l’Avviso Meteo emesso dal CNMCA, inserito nel contesto di tutti gli altri Paesi Europei, il giorno 21 novembre 2011: la scala dei colori prevede il verde, il giallo (maltempo non determinante condizioni di avviso), arancione (cui è associato l’emissione di un avviso) e rosso (evento estremo).

 

L’evoluzione delle condizioni meteorologiche tra la serata di lunedì 21 e la mattinata di martedì 22 ha confermato la forte attività convettiva sulla Sardegna e la localizzazione delle precipitazioni indicata dai modelli matematici ha avuto sull’isola un buon riscontro con le precipitazioni registrate.
Sulla Sicilia tuttavia, il passaggio dell’anomalia in quota sull’intenso flusso meridionale umido, ha determinato lo sviluppo di una supercella (V-shaped storm), che ha avuto nel messinese il suo vertice meridionale e che si è estesa alla Calabria, come risulta dal composito Satellite Radar Lampi in Fig.5.

               

Figura 5: Immagine composita MSG IR, Scariche Elettriche e Radar, delle ore 10 UTC (sx) e 14 UTC (dx).

 

I quantitativi di precipitazioni registrati dalle reti AM e Protezione Civile (Figg. 6 e 7) indicano quantitativi orari cumulati molto significativi, localizzati sull’area del messinese, specie sul settore tirrenico, e sulla Calabria.

              

Figura 6: Alcuni dati pluviometrici rilevati dalla rete Protezione Civile (periodi 09-10; 13-14; 15-16; 22-23)

                 

Figura 7: Dati pluviometrici rilevati nelle 24 ore del 22 novembre dalla rete  Protezione Civile (in alto) e  AM (in basso).

 

Conclusioni

Le intense e persistenti piogge sull’area settentrionale del messinese e sulla Calabria sono state determinate dal passaggio di una anomalia fredda in quota, ben evidenziata dalle mappe della tropopausa dinamica, su un’area a forte baroclinicità, generata da un promontorio termico di matrice africana; ciò ha determinato una forte convergenza nei bassi strati e di conseguenza l’innesco di una attività convettiva organizzata (V-shaped storm) che ha causato persistenti precipitazioni temporalesche su un’area sub-regionale; il vertice meridionale della banda convettiva si è localizzato sull’area tirrenica del Messinese, tra Barcellona Pozzo di Gotto e Villafranca Tirrena, dove si sono registrate le precipitazioni più intense e i danni maggiori alle persone ed al territorio; nella città di Messina, invece, pur a fronte di una intensa attività elettrica, i quantitativi di precipitazione rilevata sono stati assolutamente esigui; ciò può far ipotizzare il ruolo svolto dalla locale orografia sull’intensificazione delle precipitazioni. Le indicazioni numeriche dei modelli ECMWF e COSMO ME hanno dato una buona localizzazione delle precipitazioni convettive sulla Calabria e sullo Ionio, mentre sulla Sicilia i modelli hanno fortemente sottostimato o addirittura ignorato le precipitazioni sull’area tirrenica del messinese, dando invece forti segnali sulle coste ioniche centro-settentrionali.

T.Col. Alessandro Fuccello, Cap. Roberto Bove