L’ estate di “San Valentino”

Nelle ultime previsioni mensili, redatte oggi stesso 14 febbraio, abbiamo parlato di un mese, quello in corso, mite e con temperature al di sopra dei valori medi; ciò a dispetto del periodo dell’anno che climaticamente coincide con il cuore dell’inverno (basti pensare alle nevicate che nel 2012 interessarono l’Italia e la Capitale in questi stessi giorni).
Seguendo l’evoluzione del tempo, il meteorologo ha modo di vedere, giorno dopo giorno, il dipanarsi delle dinamiche dell’atmosfera e valutare come esse possano o meno procedere nella direzione indicata dalla tendenza prospettata per il lungo periodo.
Il week end che si affaccia adesso vedrà tempo bello soprattutto oggi e sabato, mentre domenica sarà una giornata di transizione verso un nuovo peggioramento, anche se al centro-sud resisteranno questi anomali tratti primaverili.
Ciò che colpirà maggiormente sarà il deciso aumento delle temperature diurne al centro-sud; correnti da sud-ovest piloteranno infatti aria subtropicale dalle zone del Marocco-Algeria verso le regioni italiane e questo farà salire le colonnine dei termometri sopra i 20°C: attesi 22-23°C a Palermo e Cagliari, 21°C a Roma, 17-18° C a Firenze; nella giornata di sabato comunque anche nelle città della Pianura Padana orientale si supereranno i 10-12°C, in attesa delle nubi di domenica.
Abbiamo parafrasato nel titolo di questo breve articolo il detto proprio dell’11 di Novembre, quando si parla dell’estate di San Martino, adattandolo al Vescovo di Terni e Martire che la Chiesa Cattolica venera oggi e che coincide con la festa degli innamorati.
Il nostro modello matematico globale, sviluppato al Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine (ECMWF) ci offre la possibilità di confrontare le temperature previste con i valori climatici del periodo (che il modello ha come termine di confronto): se vediamo la figura sotto riportata si nota un forte scarto positivo sull’area italiana per la giornata di domenica, mentre il segnale si presenta negativo sul vicino Atlantico, a sud-ovest della penisola Iberica.


 

Questo è assolutamente in linea con una inverno comunque mite e che vede adesso la discesa di un’onda atmosferica in quota che da un lato spinge aria polare verso il vicino atlantico, dall’altro richiama, come detto, aria subtropicale verso il Mediterraneo.
La mappa successiva chiarisce questo concetto. Le correnti nella media troposfera (intorno a 5500 metri di altezza) e le temperature al top dello strato limite (ovvero intorno a 1500 metri, ove inizia la cosiddetta libera atmosfera), individuano nell’emisfero nord due poli freddi principali (colori blu-viola), sull’America nord-orientale, da cui il rigido inverno che gli USA stanno sperimentando, e  sull’area siberiana. Tra di essi l’anomalia calda del Mediterraneo e dell’est europeo (colori arancio-rosso).


 

Insomma, questo periodo dell’anno, che generalmente offre lo spettacolo della brina che al mattino inganna con l’illusione della neve, sicuramente sta deludendo gli amanti del freddo e delle brinate. Naturalmente però in attesa di ciò che ci riserverà il “pazzo” marzo.