Il carattere caotico dell’atmosfera comporta che le previsioni meteorologiche con indicazioni di dettaglio sull’evoluzione del tempo in singole località (previsioni di tipo classico), possano estendersi temporalmente solo a pochi giorni; oltre tale termine la previsione risulta inaffidabile. Le previsioni a lunga scadenza costituiscono l’ultima frontiera della meteorologia nel settore delle previsioni operative. Sono il risultato di una filiera articolata di processi che sono resi possibili grazie all’impiego di potenti calcolatori elettronici, di complessi modelli fisico-matematici che simulano più volte contemporaneamente (ensemble) il comportamento del sistema atmosfera-oceano, ma anche dell’elaborazione di un massiccio flusso di dati meteo-marini. Infine, l’esperienza e l’interpretazione dell’uomo, in termini meteo-climatologici, gioca un ruolo altrettanto importante. Tuttavia, le previsioni a lungo termine sono molto diverse da quelle di tipo classico, in termini di dettaglio e di affidabilità, in quanto non forniscono l’evoluzione del tempo in singole località e/o in specifici istanti del giorno. Forniscono invece delle indicazioni probabilistiche dell’eventuale scostamento di un parametro meteo, in un determinato periodo, rispetto ai valori medi climatologici. Le previsioni che seguono rappresentano quindi delle tendenze dell’andamento atmosferico atteso e, pertanto, esprimono delle indicazioni di massima di ciò che possiamo ragionevolmente aspettarci nel periodo e nell’area indicata. Tuttavia rappresentano un valido strumento per intravedere con largo anticipo eventi estremi tipo intense ondate di freddo o caldo, o situazioni alluvionali. Prossima emissione venerdì 23 Gennaio 2026.
19 – 25 Gennaio 2026In questa prima settimana il campo di massa è contrassegnato da una decisa anomalia positiva tra Mediterraneo orientale e Scandinavia, verosimilmente un promontorio di blocco, affiancato da due saccature allungate lungo l’asse meridiano, che presentano, a loro volta, anomalie negative molto pronunciate. La depressione posizionata sull’Europa occidentale convoglia un flusso meridionale sulla nostra Penisola dal quale consegue una temperatura generalmente superiore alla media al centro-sud mentre al nord, il rientro da est delle correnti dovrebbe portare un primo calo termico. Le piogge cadranno in misura considerevolmente maggiore sul versante ionico e la Sardegna orientale; meno accentuato il segnale sul resto della predetta isola e al nord-ovest mentre resta nella media, se non al di sotto, altrove.
26 Gennaio - 01 Febbraio 2026L’esteso promontorio della scorsa settimana si ridimensiona e rimane confinato all’altezza della Penisola Scandinava dove continua ad opporre un’azione di blocco. Tale situazione lascia campo alla penetrazione di una struttura depressionaria più accentuata sul Mediterraneo centrale, che determina una maggiore piovosità un po’ su tutto il Paese, più evidente al sud peninsulare. Rispetto alla media climatologica nel campo delle temperature, non si evidenziano variazioni al centro-sud mentre sulle regioni settentrionali, il calo abbastanza accentuato sembra avallare il segnale relativo all’ingresso di aria più fredda da est, evidenziato nella settimana precedente.
02 Febbraio - 08 Febbraio 2026Nella terza settimana sono ancora evidenti tanto il blocco scandinavo che l’anomalia depressionaria sul Mediterraneo centro-occidentale, sebbene in maniera meno pronunciata. Anche il campo termico e quello pluviometrico ricalcano le indicazioni della settimana precedente con un generale segnale di pioggia lievemente alterato verso maggiori quantità su tutto il Paese e aria più fredda che continuerà a interessare le regioni settentrionali. Fase di sostanziale neutralità termica altrove.
9-15 Febbraio 2026Nell’ultima settimana scompare il segnale relativo al blocco anticiclonico mentre rimane quello dell’anomalia negativa del campo di massa sul Mediterraneo benché più blando. Il campo termico mostra una fase sostanzialmente neutra sebbene sia ancora visibile un modesto segnale più freddo, sempre al nord; parimenti il regime pluviometrico evidenzia soltanto un lieve segnale di anomalia positiva per Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.