Italia in Antartide 2016-17: riparte il supporto del Servizio Meteorologico A.M.

Ad inoltrata primavera australe, riapre a Baia Terra Nova la base “Mario Zucchelli”. E' iniziata così ufficialmente, a fine ottobre, la XXXII Spedizione Italiana in Antartide con il supporto di  tutte le FF.AA. In particolare, il Servizio Meteorologico dell’AM, è chiamato a fornire da oltre un trentennio assistenza alle operazioni aeree, marittime e terrestri per assicurare che le stesse si svolgano in sicurezza. Il team di previsori di quest’anno, vede inizialmente impegnati il T.Col. Christian Ajello, veterano alla quarta missione e il Cap. Francesco Sudati, alla sua prima esperienza, entrambi impiegati in Patria presso l’Ufficio Meteorologico  del Comando delle Operazioni Aeree di Poggio Renatico (FE). A metà dicembre è invece previsto un cambio di formazione con l’arrivo del Ten. Giuliana D’Ercole in sostituzione del T.Col. Ajello.

Prima di approdare in terra antartica, il personale affronta un periodo di addestramento di due settimane tra Alpi e Appennini e successivamente, frequenta presso la sede ENEA di Roma-Casaccia, un corso di formazione dedicato all’impiego in Sala Operativa della Base Zucchelli.

Gli Ufficiali del Servizio Meteorologico dell’AM sono chiamati a svolgere molteplici compiti di supporto alla spedizione italiana in Antartide, tra i quali:

•    il servizio di osservazione meteorologica regolare sinottica a cadenza esaoraria (bollettino SYNOP) e aeronautica oraria (bollettini METAR e SPECI);
•    due lanci al giorno del pallone di radiosondaggio, in collaborazione con il personale dell’Osservatorio Meteo-climatologico dell’ENEA;
•    la produzione e la diffusione quotidiana del bollettino meteo ad uso del personale della base;
•    l’allerta per condizioni meteo avverse sull’area di Baia Terra Nova (vento catabatico, nevicate, condizioni di white-out, ovvero di mancanza di riferimenti di visibilità e definizione della superficie e della linea d’orizzonte);
•    l’emissione di previsioni regolari aeroportuali (messaggio TAF);
•    frequenti briefings meteorologici a favore del personale aeronavigante;
•    flight-following di tutte le missioni di elicotteri e aerei che movimentano, tra l’altro, il personale di spedizione;
•    supporto alla campagna oceanografica della nave Italica, che inoltre al termine della spedizione, previsto per metà febbraio 2017, riporterà in Nuova Zelanda il personale rimasto per la chiusura della base.

 

Nello specifico, la fase iniziale della Spedizione vede i meteorologi dell’AM impegnati, oltre che nelle suddette attività di routine, anche nella delicata previsione per il  “Go – no Go” del velivolo C130 della compagnia sudafricana SAFAIR. Si tratta di una dettagliata previsione per la discesa e l’atterraggio degli aeromobili sulla pista realizzata sul mare ghiacciato della Baia di Terra Nova che. Una superficie che, al termine dell’inverno antartico, può raggiungere lo spessore di circa 2,5 m. L’importanza della previsione consiste nel fatto che, in caso di condizioni di maltempo e conseguente impossibilità ad atterrare, il velivolo ha come unica alternativa quella di proseguire per altri 400 km verso sud e atterrare sulla pista della base USA di McMurdo. Infatti, oltrepassato il cosiddetto “punto di non ritorno” che si trova, a circa metà strada tra Christchurch (Nuova Zelanda) e Baia Terra Nova, il velivolo non ha più autonomia per tornare indietro e deve necessariamente atterrare “safe on ice” (sano e salvo sul ghiaccio) sul continente Antartico.

Altro oneroso impegno per i Meteorologi dell’AM è il supporto previsionistico ai mezzi terrestri che, partendo da MZS (“Mario Zucchelli Station”, come è conosciuta la base nell'ambito della cooperazione internazionale), risaliranno i ghiacciai tra le montagne alle spalle dell'insediamento muovendosi a zig-zag tra  pericolosi crepacci fino a oltre i 2500-3000 metri di quota sul plateau antartico, il grande “deserto bianco”. Da qui la carovana percorrerà un lungo percorso a tappe sino a raggiungere, dopo più o meno un mese di lenta marcia a circa 10 km/h, la base remota italo-francese di “Concordia”, sul punto cosiddetto di Dome-Charlie, per andare ad individuare nuovi punti di trivellazione per lo studio dei ghiacci più profondi e più antichi. Lo scopo della missione è quello di arricchire le conoscenze paleo-climatologiche attraverso lo studio della composizione chimica delle micro-bolle d’aria intrappolate nel ghiaccio (progetto “BEYOND EPICA - OLDEST ICE”).

A tali quote le temperature oscillano tra i -30 e i -45°C, con venti forti che restituiscono una temperatura percepita fino -60 o -70°C . La visibilità può ridursi a zero per centinaia di chilometri a causa del sollevamento della finissima neve che copre la superficie o, quando il vento si placa, per giganteschi banchi di nebbia ben più estesi di tutte le pianure del nord Italia.

Baia Terra Nova, Terra Vittoria, Antartide, 15 novembre 2016 
T.Col. Christian Ajello

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