Organizzazione Meteorologica Mondiale: il nuovo Atlante delle Nubi sarà di tutti voi

Le nubi caratterizzano lo stato del cielo, dipingono fantastici disegni, attirano il nostro sguardo e stimolano la nostra fantasia. Ma, soprattutto, raccontano praticamente tutto quello che sta succedendo. E non pensate che sia un linguaggio facile, benché abbia solo tre caratteri: H2O.
E’ l’acqua sospesa in atmosfera infatti che, cambiando forma e temperatura, aggregandosi allo stato liquido o solido da’ vita alle nubi e alle meteore, queste ultime meglio note come fenomeni atmosferici. Che, in tutto, secondo la classificazione dell’OMM, Organizzazione Meteorologica Mondiale, sono più di 150.

Già verso la fine del 1800, l’allora Organizzazione Meteorologica Internazionale divenuta poi OMM, ovvero un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, aveva lavorato alla classificazione delle nubi e delle meteore. La prima edizione dell’Atlante Internazionale delle Nubi (ICA) risale al 1939. Poi, nel 1956, nel 1975 e, infine, nel 1987, sono arrivate via via le nuove edizioni, dense di aggiornamenti, descrizioni e immagini.

Ora il mondo della comunicazione visiva è incredibilmente cambiato. Nuove tecnologie praticamente a portata di tutti e la possibilità di scambiarsi le informazioni in tempo reale attraverso la rete, richiedono un nuovo aggiornamento dell’ICA. Per questo l’OMM ha lanciato un’iniziativa a livello globale di ricerca di immagini e video a colori e in alta risoluzione di nubi e meteore di tutti i tipi.
Attraverso un sito web appositamente messo a disposizione (http://wmoica.org/index.php/en/), è possibile proporre le proprie foto o video dopo una semplice procedura di registrazione.

Attenzione però, perché per aumentare le probabilità che le proprie foto o video vengano inserite nella nuova versione dell’ICA, è preferibile che siano resi disponibili anche i cosiddetti metadata, che consentano di contestualizzare la nube o la meteora immortalate sia dal punto di vista geografico che meteorologico. Si potrà quindi fare l’upload di semplici immagini, purché in alta risoluzione, o di immagini corredate di informazioni meteorologiche dettagliate, come carte sinottiche o sondaggi termodinamici, procedura questa che potrà richiedere un po’ più di tempo ma aumenterà tanto il valore tecnico delle immagini cedute, quanto la probabilità che queste vengano utilizzate. Per questa ragione, inoltre, sarà anche obbligatorio rilasciare all’OMM il consenso al pieno utilizzo dei contenuti.
Le istruzioni e molte altre informazioni riguardanti questa iniziativa sono in questo documento messo a disposizione dall’OMM, così come, per chi fosse a digiuno di questi argomenti ma volesse ugualmente provare a partecipare, sarà utile o forse indispensabile la consultazione del Volume I dell’attuale Atlante Internazionale delle Nubi, disponibile anche nella sezione help del sito web dedicato.
Obbiettivi puntati al cielo quindi, una volta di più.

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