Nubi lenticolari generate da onde orografiche

Nelle immagini che seguono alcune foto scattate da un nostro ufficiale giovedì 26 marzo 2015 nella cittadina di Nerja sulla costa meridionale della Spagna.

 

 

 

 

Sono esempi particolarmente spettacolari di nubi lenticolari. L’attributo “lenticularis” fa parte della categoria “species” nel sistema di classificazione delle nubi adottato dalla pubblicazione n. 407 dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale denominata “International Cloud Atlas”. Tale sistema di classificazione si basa sulla combinazione di tre categorie: “genera” connessa all’altezza ed alla estensione verticale della nube, “species” che identifica le caratteristiche morfologiche principali della nube e “varieties” che ne specifica la trama. In particolare la specie lenticularis è così definita “Nubi che hanno la forma di una lente o di una mandorla, spesso molto allungate e normalmente dai contorni ben definiti;  talvolta possono presentare iridescenza. Tali nubi appaiono prevalentemente in formazioni di origine orografica ma possono anche essere presenti in regioni prive di orografia marcata. Questo termine si applica principalmente ai generi “cirrocumulus”, “altocumulus” e “stratocumulus”.”

Le nubi ritratte in particolare appartengono al genere “altocumulus” ed alla specie “lenticularis”.

Come riportato nella definizione tali nubi sono generalmente di origine orografica. Quando un vento sostenuto incontra una catena montuosa disposta ortogonalmente alla sua direzione di provenienza possono originarsi le cosiddette “onde orografiche”. Lo schema riportato di seguito da una idea di cosa avviene.

 


 

A causa della perturbazione indotta dalla montagna, sottovento alla catena montuosa il flusso d’aria si ondula generando una serie di onde orografiche. Tali onde sono stazionarie, le creste ed i ventri dell’onda non si propagano ma rimangono nella stessa posizione. Le condizioni favorevoli alla genesi di tali tipi di onde sono una marcata stabilità dell’aria ed un vento sostenuto la cui intensità cresce con la quota. La presenza di tali ondulazioni non si limita alla quota della montagna ma interessa l’intero spessore della troposfera ( circa 10000 metri) della regione sottovento e può dar luogo al fenomeno della turbolenza che percepiamo, anche volando ad alta quota, valicando una catena montuosa.    Una caratteristica di queste onde è infatti che l’ampiezza delle oscillazioni cresce con la quota. Anche la fase dell’onda, che fa si che il moto dell’aria sia ascendente o discendente, non è costante ma è soggetta a variazioni periodiche con la quota. Proprio quest’ultima caratteristica determina la particolare forma delle nubi lenticolari. La nube si forma, in presenza di una sufficiente quantità di vapore acqueo, nelle zone ove sono presenti i moti ascendenti dell’aria. A causa della piccola lunghezza d’onda e della variazione di fase con la quota, tali zone sono nettamente delimitate sia lateralmente che verticalmente dalla presenza di moti discendenti. Questo fa si che l’estensione verticale della nube sia in genere modesta e che si presenti con contorni ben definiti.
L’immagine che segue, presa dal satellite MODIS, si riferisce alla stessa giornata delle foto che abbiamo presentato e ci consente di capire con una vista dall’alto cosa stava accadendo su quel particolare tratto della costa spagnola.

 

 

La presenza di onde orografiche, originate dalla Sierra Nevada (fuori dell’immagine), è testimoniata dalle bande nuvolose parallele alla linea di costa intervallate da ampie zone di sereno.

 

 

 

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