Orientarsi

Orientarsi significa volgersi ad oriente (dal latino Orior = Nasco) riconoscere, cioè, il punto dal quale nasce il Sole e ricavare così i restanti riferimenti per fissare la posizione di luogo.

Questi riferimenti vengono chiamati punti cardinali e sono considerati in relazione al sorgere e al tramontare del Sole (levante - Est;  ponente - Ovest) ed ai loro intermedi (settentrione - Nord;  mezzogiorno - Sud). Essi sono ricavati dall’intersezione del meridiano passante per il luogo considerato con il circolo dell’orizzonte.

Per orientarsi quindi si deve prendere in considerazione il “moto apparente” diurno del Sole intorno alla Terra; puntando il braccio destro verso il punto in cui sembra sorgere (Est), si avrà a sinistra l’occidente (Ovest), di fronte il settentrione (Nord) e alle spalle il mezzogiorno (Sud).

Nei tempi antichi, senza cioè l’ausilio delle apparecchiature oggi conosciute, ci si orientava regolandosi, appunto, con il sole di giorno, le stelle di notte o con particolari segnali che la natura stessa offriva (la formazione del muschio sugli alberi, le zone di terra più umide, ecc.); ma in mancanza del sole o delle stelle tutto diventava più difficoltoso.

Verso la fine del XII secolo, sulle navi Amalfitane, si iniziò ad usare - quando il cielo era nuvoloso e quindi impossibile determinare la rotta mediante la posizione del Sole o delle stelle - uno strumento costituito da un ago di ferro galleggiante in un contenitore con acqua (bussola di emergenza facile da costruire). L'ago, che doveva essere magnetizzato a intervalli regolari con una pietra magnetica (magnetite), permetteva così di verificare la direzione Nord.

Nel secolo successivo questo rudimentale strumento divenne la bussola come noi oggi la conosciamo, cioè un ago oscillante sospeso su di un perno, nel mezzo di un quadrante graduato circolare e racchiuso in una scatola con un coperchio in vetro.

Erroneamente attribuita al personaggio immaginario Flavio Gioia di Amalfi, a causa di una scorretta interpretazione di un brano dell'Italia Illustrata di Flavio Biondo (1388-1463), in realtà la bussola sarebbe stata inventata, già nel IV secolo d.C., dai Cinesi, ai quali le proprietà direzionali della magnetite sembra fossero note fin dal I secolo a.C..

Essa era composta da un pezzo di magnetite sospesa ad un filo; fu soltanto nel 1600 che l'Inglese William Gilbert riuscì a spiegare il funzionamento della bussola, affermando che "…..tutta la Terra è un grosso magnete".

In effetti il Campo Magnetico Terrestre (C.M.T.) può essere descritto abbastanza bene supponendo che un potente magnete permanente, sia localizzato in prossimità del centro della Terra ed inclinato di circa 11 gradi rispetto all'asse geografico.

Per questo motivo un ago magnetico, libero di oscillare, ruota sotto l'influenza di questa forza disponendosi parallelamente ad essa, approssimativamente secondo la direzione Nord-Sud.                   

 

La Terra è circondata da un intenso campo magnetico, come se al suo interno fosse situato un enorme magnete. I geofisici ritengono che tale campo sia prodotto dai moti convettivi degli elementi metallici presenti allo stato fuso nel nucleo terrestre. L’ago di una bussola, quindi, si orienta sempre nella direzione dei poli magnetici.

 

BUSSOLA MAGNETICA

Nella bussola magnetica oggi in uso la direzione è indicata mediante uno o più aghi che, sotto l'influenza del campo magnetico terrestre, puntano verso il Polo Nord magnetico.

(I poli magnetici della Terra non coincidono con quelli geografici: il polo nord magnetico attualmente si trova a largo delle coste occidentali delle isole Bathurst, nei Territori del Nord-Ovest Canadesi, quasi 1290 km a nord-ovest della baia di Hudson. Il polo sud magnetico si trova invece sul bordo del continente antartico, nella zona di Adélie Land, circa 1930 km a nord-est di Little America).

Nella sua forma più semplice, la bussola magnetica è costituita da un ago magnetizzato, libero di ruotare su un piano orizzontale, montato su un perno posto al centro di un quadrante circolare chiamato rosa (nome derivato dalla rosa dei venti), suddiviso in 360 gradi (giro d’orizzonte). La bussola dunque, indica la direzione del Nord magnetico che differisce da quello geografico per un certo angolo chiamato, appunto, declinazione magnetica. L’ago della bussola si orienta esattamente verso il Nord magnetico soltanto se non si verificano fenomeni magnetici nelle sue immediate vicinanze, ovvero, se non vi siano masse di acciaio o in generale, di materiale ferromagnetico (tralicci, edifici metallici, ecc.) che possano influenzare la sua misurazione. Per evitare quindi la deviazione dell’ago a causa di influenze esterne è bene effettuare i rilevamenti tenendosi a debita distanza da strutture del tipo sopra descritte.

Un altro componente della bussola è il congegno di blocco che serve a bloccare nella sua sede l’ago quando lo strumento non viene utilizzato. Infine alcune bussole posseggono una livella sferica, per assumere un preciso allineamento sul piano orizzontale, e una tacca di mira, propriamente denominata traguardo di collimazione, che consente una perfetta inquadratura della posizione rilevata sul piano zenitale e azimutale.

Questo traguardo, ad esempio, risulta essere un valido ausilio nell’ambito meteorologico per poter rilevare l’esatta posizione ove ubicare la strumentazione all’atto della sua installazione.

 

  

BUSSOLA NAUTICA                                           BUSSOLE A TRAGUARDO

L'ago di una bussola si allinea con la direzione del campo magnetico terrestre puntando verso nord. In realtà il Polo Nord magnetico non coincide esattamente con quello geografico, che corrisponde a una delle estremità dell'asse di rotazione terrestre. Per conoscere la direzione esatta del Nord geografico è quindi necessario compensare la declinazione magnetica, cioè lo spostamento della direzione magnetica da quella geografica.

 

Luogotenente Paolo Bergonzini

COMET - Pratica di Mare

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