Non è stata una tromba d’aria

Molti quotidiani hanno riportato la notizia che domenica 16 luglio 2017 il litorale di Ostia ha vissuto momenti di paura quando, intorno alle ore 14 una tromba d’aria ha colpito lo stabilimento “Zenith” provocando una decina di feriti, alcuni dei quali trasportati negli ospedali della zona. Le persone sono state colte di sorpresa dal vortice all’interno dello stabilimento e poi spostatosi verso il mare. Molti ombrelloni sono volati altissimi nel cielo e alcuni lettini sono stati scaraventati contro i numerosi bagnanti presenti.

Sicuramente non è stata una tromba d’aria o una tromba marina, in quanto il cielo era terso e quasi sereno. Non è stata una raffica di vento più forte delle altre, perché troppo limitata nello spazio e perché gli ombrelloni non si sarebbero alzati così in alto. Si è trattato invece di un fenomeno meteorologico frequente nei deserti ma raro sulle nostre spiagge chiamato dust devil (diavolo di sabbia). Esso è una piccola colonna d’aria rotante e ascendente, visibile per il sollevamento della sabbia o della polvere, alta in genere meno di 30 metri, anche se in alcuni rarissimi casi ha raggiunto anche il chilometro di altezza. Il dust devil nasce da un surriscaldamento della superficie di una porzione di suolo rispetto alle zone circostanti. In presenza quindi di aria molto calda nei bassi strati, qualora le condizioni meteorologiche favoriscano vorticità al suolo, l’aria a contatto col suolo sale velocemente e va in rotazione.

Venendo al dettaglio di quanto successo, la mattina soffiava un vento catabatico (che scende dai rilievi montuosi) da nord-est, un föhn appenninico estremamente secco e caldo, con una velocità di dieci nodi e raffiche fino a venti nodi (circa 37 Km/h). Il vento era più intenso a nord del Tevere, dove è persistito per tutta la giornata, ruotando intorno ad un minimo di pressione di 1013 hPa centrato a Ostia e formatosi sottovento all’Appennino. All’aeroporto di Fiumicino veniva segnalato wind shear sulla pista di volo 34R e alla stazione di osservazione dell’Aeroporto di Pratica di Mare si osservava un’umidità relativa bassissima del 10%. La radiazione solare era molto intensa a causa del basso contenuto di vapore acqueo presente a quasi tutte le quote. Poco dopo le ore 13 un probabile dust devil faceva volare una decina di ombrelloni dello stabilimento “Venezia” di Ostia a un centinaio di metri di altezza, per poi precipitare in mare. Alle ore 14 circa, con una temperatura particolarmente elevata sulla costa (32°C a Pratica di Mare, 33°C a Fiumicino) allo stabilimento “Zenith” si verificava un invorticamento del vento con conseguente formazione di un dust devil, della durata di circa un minuto e abbastanza intenso da far volare in aria l’attrezzatura da spiaggia. Il vortice, spinto dal vento di terra, dopo aver percorso tutta la spiaggia si spostava sul mare, dove collassava rapidamente trovando una superficie più fredda. Poco tempo dopo l’apparizione del vortice, a Lido di Ostia e anche più a sud, per esempio a Pratica di Mare, si assisteva ad una repentina rotazione del vento da 30° (Nord/Nord-Est) a 180° (Sud), che pertanto diventava proveniente dal mare. La rotazione del vento si associava all’arrivo della brezza di mare, che, dopo alcuni tentativi, riusciva a imporsi sul föhn, rendendo impossibile la formazione di altri dust devils. Tuttavia la velocità della brezza di circa 16 nodi non convinceva i gestori degli stabilimenti dello scampato pericolo. Infatti per paura che il fenomeno si potesse ripetere, tutti gli stabilimenti hanno tenuto gli ombrelloni chiusi sotto il sole fino a sera e a molti bagnanti increduli è stato consigliato di abbandonare la spiaggia.

 

 

Nelle mappe seguenti la previsione dei venti dei modelli ECMWF e COSMOIT valide per il giorno 16 luglio alle ore 14, in cui si nota un minimo di pressione e una convergenza dei venti in prossimità di Ostia.

 

 

 

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