Violenti nubifragi al centrosud

Le regioni centro-meridionali sono interessate da tre giorni da una bassa pressione.

 

 

 

Intense precipitazioni temporalesche hanno colpito soprattutto le aree ioniche, le Marche, l’Abruzzo e il Molise,  dove si registrano maggiori danni e forti disagi alla circolazione stradale.


La perturbazione nella giornata di domenica ha causato forti mareggiate lungo le coste ioniche ed intensi venti di scirocco attivati da una vasta circolazione depressionaria localizzata sul basso Ionio.


Il forte contrasto tra masse d’aria di natura differente, in termini ti temperatura e umidità, l’una di origine polare preesistente e l’altra di origine subtropicale , hanno contribuito a creare condizioni favorevoli allo sviluppo di intense celle temporalesche.
Piogge copiose si sono così abbattute sul nostro stivale facendo accumulare grossi quantitativi precipitativi in poche ore su aree già sensibili dal punto di vista idrogeologico.

 Immagine degli echi radar del 1 dicembre alle 5 locali

 

Immagine degli echi radar del 1 dicembre alle 12.15 locali


Le forti correnti meridionali, che viaggiando lungo le coste del nord Africa sono state richiamate dai venti ciclonici, hanno continuato ad accumulare umidità sull’esteso bacino ionico lungo quel tratto di mare definito fetch dove il vento ha un’azione diretta sul moto ondoso, immagazzinando energia negli strati atmosferici immediatamente superficiali come in una pentola a pressione. 


In tale situazione l’effetto scatenante del liberarsi di tale energia al passaggio di una perturbazione come quella dei giorni scorsi sfocia in violente manifestazione temporalesche i cui effetti sono ben noti  sul nostro territorio.

 

Carta prevista della pressione al suolo e della temperatura alla superficie isobarica di 850HPa per il 1 dicembre alle 7 locali


L’immagine in basso visualizza in alta risoluzione l’immagine satellitare nel canale dell’infrarosso in cui le temperature del top delle nubi vengono colorate. Ciò permette di discriminare le nubi più alte e più fredde in rosso insieme al caratteristico aspetto globulare, tipico dei cumulonembi.

 

 Immagine da satellite all'infrarosso con post-elaborazione dei colori del 1 dicembre alle 5 locali