Jesi

JESI

(AN)

89 m.s.l.m

 

CRONOLOGIA

01.07.1938

Apertura stazione meteo presso l’Aeroporto di Jesi “Carlo Simeoni” in sostituzione di quella di Loreto Aeroporto.

08.09.1943

Interruzione servizio per eventi bellici

01.11.1947

Riapertura stazione in sostituzione della stazione di Falconara

17.12.1958

Chiusura stazione e trasferimento della stessa a Falconara. L’indicativo 16192 sarà poi nuovamente assegnato alla stazione di Loreto.

 

Jesi – la città e l’area dell’ex Aeroporto

Stazione meteo e pista di volo(ora Viale dell’Industria)

DATI DI STAZIONE (1958)

Indicativo OMM

16192

Indicativo OACI

==

Stato attuale

Chiusa

Tipologia

Manuale

Operatività

1938-43; 1947-1958

Altitudine s.l.m.

89 m

Latitudine Nord

43°32’26”

Longitudine Est

13°15’53”

Comune

Jesi

Località

Ex-Aeroporto

Ubicazione

Su un poggio prospiciente l’Aeroporto in Via Ancona

Logistica

Edificio a torre di 3 vani e terrazzo (ora proprietà privata)

Accessibilità

Stazione isolata

Ambientazione

Torre su una collina a verde

Ostacoli

Nessuno

Capannina

Su prato

Classe stazione

Terza

Servizi espletati

S3-A3

Orario servizio UTC

04-18 U.T.C.

Archivio

N.N.

 

NOTE

L'aeroporto di Jesi nacque come aeroscalo per dirigibili, alla vigilia della prima guerra mondiale, con lo scopo di difendere il litorale Adriatico. Il primo dirigibile vi fece scalo nel marzo del 1914. Durante il periodo bellico, vi saranno basati 12 dirigibili, in maniera discontinua. Il compito principale assegnato loro è la ricognizione aerea sul mare Adriatico, per avvistamento di flotte avversarie. L'aeroporto verrà bombardato per tre volte riportando ingenti danni e dall'ottobre del 1919 verrà completamente smobilitato e lasciato solo come campo di fortuna. Solo nel 1935 l'interesse verso l'aeroporto si risvegliò e la Regia Aeronautica progettò di assegnare a Jesi una squadriglia da ricognizione e una da bombardamento. Dall’aprile  1938, l'aeroporto fu intitolato al pilota anconetano Carlo Simeoni, morto in combattimento nella guerra di Etiopia. A luglio 1938 venne trasferita da Loreto la 25^ squadriglia da ricognizione e quindi una squadriglia di caccia fino al 1943.  I gruppi dislocati su Jesi entrarono in combattimento solamente nel 1941 in occasione dell'invasione della Jugoslavia, quando per l'occasione vi si trasferì una squadriglia di Junkers Ju 87 Stuka. Nel 1943 venne usato come scalo dagli aerei tedeschi trasferiti verso il sud dell'Italia. Dopo l'armistizio di Cassibile, venne occupato dai tedeschi, i quali vi basarono un reparto da ricognizione. A luglio del 1944 l'aeroporto, abbandonato dai tedeschi, venne occupato dagli inglesi che lo utilizzarono fino alla fine delle ostilità.

Tornato in possesso delle autorità italiane nel 1947, l'aeroporto venne utilizzato saltuariamente da voli militari e più assiduamente dall'Aeroclub di Ancona. Nel 1958 le autorità militari lo abbandonarono preferendogli il poco distante Falconara e nel 1963 si decise di impiantare, sulla stessa area, la zona industriale di Jesi. Oggi l'aeroporto non esiste più e al suo posto sorgono strade, fabbriche, ristoranti.

La stazione meteo inizialmente fu dislocata in un fabbricato sull’aeroporto, andato completamente distrutto. All’atto della riapertura la stazione fu installata in un ex serbatoio d’acqua, di proprietà demaniale su un poggio prospiciente l’Aeroporto. Gli uffici erano ubicati al secondo piano mentre l’accesso alla terrazza per le osservazioni era effettuato mediante una scala verticale passante attraverso il cilindro interno del serbatoio.

 

Jesi – La Torre ex serbatoio sede della stazione meteorologica dell’Aeroporto (Pagano2011)

 

La pista di volo dell’ex Aeroporto di Jesi (Pagano 2011).

Jesi –Ambientazione della stazione meteorologica dell’Aeroporto (Bing maps)