Ricordo Gen. Isp. G.A.r.n. Carlo Finizio

L'11 ottobre 2014 é venuto a mancare il Gen. Isp. G.A.r.n. (r) Carlo Finizio (Classe 1941).

 

 

 

 

 

 

 

Figura insigne di Meteorologo e Ufficiale  é  stato indiscusso protagonista della storia dello sviluppo del Servizio Meteorologico dell'A.M. e della Meteorologia Europea degli Anni 80-90 del XX secolo.
Laureatosi all'università di Roma, entro nel Servizio quale Tenente G.A.r.n. in SPE con concorso a nomina diretta nel 1967,  distinguendosi subito per l'eccezionale preparazione scientifica e l'instancabile capacità produttiva.
Formatosi sotto la guida di Sabino Palmieri e Giorgio Fea aveva immediatamente messo a frutto le nuove tecnologie acquisite in ambito Servizio Meteo AM. Infatti, nel 1970 il Servizio aveva sostituito l'obsoleto computer IBM 360/30 con 64KB di memoria centrale con il più performante  IBM 360/40 con 129KB di memoria. Ciò aveva consentito di incrementare da due a quattro il numero di livelli del modello quasi-geostrofico allora operativo con un lavoro di equipe che lo aveva visto coinvolto con gli altri innovatori delle Previsioni Numeriche nel Servizio (i Generali Sabino Palmieri, Lodovico La Valle, Francesco Mosco).
Sempre attento alle principali problematiche meteorologiche per il Paese, in quegli anni aveva anche messo a punto insieme all'allora T.Col Palmieri un modello per la previsione dell'acqua alta a Venezia  che dava utili indicazioni operative della componente non astronomica dell'alta marea sul bacino dell'Adriatico. (Lavoro pubblicato nel 1972 sul Quartely Journal of the Royal Meteorological Society). Il modello unidimensionale prendeva in esame la topografia del bacino determinando la variazione temporale di alcune quantità fondamentali quali massa ed energia. Gli effetti determinati dalla geometria del bacino venivano quindi studiati in funzione del vento.
L'allora capitano Finizio aveva cominciato a seguire i lavori di previsioni numeriche svolti negli Stati Uniti e particolarmente in Gran Bretagna da Bushby, formulando dapprima un modello barotropico alle equazioni primitive integrato con uno schema numerico semi-implicito.  Successivamente mise a punto una versione baroclina, adiabatica a 5 livelli in coordinata p con 381km di risoluzione in stereografica polare che rimase il modello operativo del Servizio per numerosi anni a seguire e fin all'acquisizione di computer di nuova generazione che consentissero la migrazione verso rappresentazioni dell'atmosfera meglio approssimate.
Nell'attesa di tale acquisizione aveva diretto lo sviluppo di modelli a griglia fine con particolare attenzione ad esperimenti sulla ciclogenesi determinate dall'Arco Alpino. Il successo di tali modelli di previsione sottolineava l'esigenza di una rappresentazione orografica accurata per la previsione della ciclogenesi sul Golfo di Genova ed i loro risultati erano stati ampiamente valutati ad un meeting di pianificazione del sottoprogramma del Global Atmospheric Research Programme, successivamente denominato ALPEX (1979).
Utilizzando l'ampio bagaglio di conoscenze, aveva diretto lo sviluppo della definizione oggettiva del campo delle velocità verticali  con gli strumenti fisico-matematici disponibili.
Sempre attento alle peculiarità degli eventi estremi del clima mediterraneo aveva studiato in dettaglio, sia con analisi soggettive che oggettive e insieme a Michele Conte e Massimo Capaldo, la tragica alluvione di Trapani del 1976.


 

Pochi sanno che a quel lavoro risale la definizione del termine “bomba meteorologica” . Tale termine, forse abusato negli anni attuali, stava ad indicare una particolare configurazione meteorologica caratterizzata da un jet stream a livelli bassi, tracciante di un'area di intenso sviluppo baroclino e foriera di precipitazioni intense e concentrate nel tempo.
Affidato a collaboratori l'ulteriore sviluppo dei modelli ad alta risoluzione ed allo scopo di meglio sfruttare la previsione meteorologica prodotta dal Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (CEPMMT), divenuta operativa nel 1979, il Gen. Finizio si era dedicato con successo al settore delle Post-elaborazioni statistiche dei modelli numerici. Tale intensa attività era culminata nella definizione scientifica ed  operativa del cosiddetto Sistema ARGO , sviluppato insieme a Costante De Simone e Massimo Ferri, che, per numerosi anni, ha rappresentato il nucleo sostanziale delle forniture del Servizio Meteo dell'AM ai numerosi utenti nazionali di prodotti meteorologici, fornendo i parametri meteo locali in 150 stazioni della rete osservativa dell'AM.
Transitato, a ragione di progressione di carriera, verso ruoli sempre più organizzativi della meteorologia, il Gen. Finizio aveva contribuito in modo incisivo allo sviluppo delle organizzazioni della meteorologia ricoprendo tutti gli incarichi più prestigiosi nell'ambito del coordinamento della meteorologia nazionale ed europea. Divenuto Capo del Servizio Meteorologico e Rappresentante Permanente dell'Italia presso l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) nel 1994, egli aveva presieduto numerosi comitati in ambito CEPMMT ed EUMETSAT fino ad essere nominato Vice-Presidente di entrambi i Consigli di queste fondamentali organizzazioni della meteorologia mondiale. Al culmine della sua carriera da meteorologo, infine, aveva ricoperto il ruolo di Presidente della Regione VI dell'OMM che sovrintende al coordinamento dei 50 Stati europei che ne fanno parte e, in tale veste, era stato Membro di diritto del Consiglio Esecutivo dell'organizzazione.
Anche se la Meteorologia ha costituito il più prolungato impegno per il Gen. Finizio, culminato con la ristrutturazione del Servizio Meteo entrata in esercizio all'atto della creazione del Comando di Squadra Aerea, si deve qui anche ricordarne la dedizione con cui aveva svolto altri prestigiosi incarichi di Forza Armata. Chiamato, nel 1999, a ricoprire l'incarico di Direttore del Centro Militare di Studi Strategici, si era impegnato con maturata esperienza ed ineguagliabili  capacità individuali al fine di far progredire il CEMISS nel quadro dei suoi compiti istituzionali.
Numerosi sono stati in questa sede i riconoscimenti ricevuti ed il valore del Gen. Finizio per l'A.M. é anche testimoniato dall'esigenza di F.A. per il suo impiego anche in posizione di ausiliaria. Transitato in tale posizione nel 2004, infatti egli era stato nominato, nel novembre 2005, Research Advisor presso il NATO Defense College (NDC) e, dal 2007, aveva anche svolto il ruolo di Senior Italian Officer per la comunità italiana del NDC.

 

Commandant bids farewell to MGen FINIZIO (2009)

Per la Sua vasta cultura ed esperienza aeronautica, infine, egli ha contribuito con alcuni saggi alla VII Appendice dell'Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, la Treccani.

La prestigiosa carriera da Ufficiale dell'A.M. non deve, però, mettere in ombra la grande carica umana che contraddistingueva il Gen. Finizio. Tutti coloro che hanno avuto il privilegio e l'onore di collaborare con Lui e di seguirne le direttive non possono non sentire un profondo rammarico per l'improvvisa scomparsa del gentiluomo Gen. Carlo, della sua cordialità, della capacità di partecipare  e di simpatizzare con tutti e della sua lucidità e spirito costruttivo in ogni circostanza. Tutti si stringono attorno alla Sua famiglia per esprimere alla moglie Giuseppina e ai figli Marco e Giuseppe la sentita partecipazione al loro dolore.