30 settembre 2012: un esempio di "U-Shaped storm" sul Tirreno

Le U-Shaped storms sono celle temporalesche di notevole intensità, che possono apportare grandi quantitativi di pioggia e grandine ed elevata intensità del vento inferiori solo alle cosiddette "supercelle"; esse appartengono alla famiglia dei "sistemi convettivi organizzati", poiché  i numerosi cumulonembi in essi agglomerati hanno cicli di vita tra loro dipendenti; sono ritenuti responsabili della maggior parte dei cosiddetti flash floods che si registrano alle medie latitudini e si possono formare sia sul mare che sulla terraferma.

La diagnosi
Il processo di diagnosi ha come obiettivo il riconoscimento di soggetti tramite l’individuazione dei rispettivi aspetti significativi; gli strumenti diagnostici primari per le U-Shaped storms sono le immagini satellitari del Meteosat9, in particolare quelle postelaborate:
1. dall’immagine al visibile (figura 1), vengono identificati i seguenti aspetti significativi:
   - La tipica forma ad U della massa nuvolosa, con la parte settentrionale formata da nubi alte stratiformi, che rappresentano il cosiddetto anvil ed il cui andamento è conforme con i venti in quota;
   - La presenza di un overshooting, una piccola protuberanza cumuliforme, che supera in altezza l’incudine del cumulonembo ed indica lo sforamento della tropopausa da parte della corrente ascendente, detta updraft; ciò permette il sensibile allungamento del tempo di vita della cella convettiva poiché contrasta efficacemente l’effetto distruttivo della corrente discendente (downdraft) determinata dalle precipitazioni. L’overshooting identifica in genere il centro di massa, seppur temporaneo, dell’intero sistema convettivo; infine, le onde gravitazionali eventualmente visibili mostrano il bilanciamento idrostatico a cui la parte superiore del cumulonembo è soggetto.



Figura 1, Meteosat9, canale del visibile ad alta risoluzione, ore 9.30UTC: osservare la forma a “calice” della nuvolosità corrispondente alla cella temporalesca e l’overshooting, verso la cuspide.


Nell’immagine postelaborata "HRV +10.8IR enhanced" (figura 2), gli aspetti significativi sopra menzionati sono ben più evidenti:
   - La maggiore altezza dell’overshooting rispetto alla parte cirriforme è evidenziata dalla sua temperatura più fredda rispetto all’ambiente circostante;
   - L’andamento circolare della parte più intensamente convettiva (area rossastra) mostra un andamento semicircolare (U-shape);
   - All’interno dell’U-shape, in corrispondenza del vertice, si è creato un nuovo overshooting che indica la creazione di un nuovo intenso cumulonembo; esso trae origine lungo il meso-fronte di avanzata dell’aria fredda corrispondente alla corrente discendente (downdraft) del cumulonembo primario.
 



Figura 2 : HRV +10.8IR enhanced del Meteosat9, ore 9.30UTC; sia l’overshooting che la forma ad U della zona più fredda sono molto evidenti, come anche il nuovo cumulonembo in formazione sul vertice, identificato da uno spot di rosso più intenso. Infine, dato che il processo di formazione potrà essere ripetitivo, all’interno della massa nuvolosa sarà possibile individuare una specie di colonna vertebrale al centro, costituita da  cumulonembi allineati, detta flanking line (Figura 3).

 


 
Figura 3 :HRV +10.8IR enhanced del Meteosat9, ore 12.55utc: osservare la sequenza di cumulonembi allineati lungo la flanking line, individuabili dai rispettivi overshooting


La prognosi
La previsione di detti eventi estremi è ancora tutt’oggi principalmente di tipo nowcasting, dove il punto di partenza è fondamentalmente il monitoraggio; nonostante ciò, è possibile dedurre le condizioni favorevoli al loro sviluppo con 12-18 ore di anticipo tramite alcuni prodotti numerici che ne sintetizzano gli aspetti sia dinamici che termodinamici precedenti allo sviluppo, oltre naturalmente ai cumulati di precipitazione prevista. Una delle mappe utili è raffigurata in figura 4.

 


Figura 4: mappa prevista a t+9 del K-index, indicato con isolinee in blu e valore soglia di +35, e della convergenza-divergenza, rispettivamente in rosso e verde; le numerose sovrapposizioni tra nuclei massimi di K ed aree di convergenza indicano l’elevata probabilità di sviluppo di celle convettive. Si ricorda che che il K-index qui mostrato è stato adattato al tipo di massa d’aria presente, in questo caso “subtropicale”.


In questa mappa sono riportate le condizioni termodinamiche, tramite il K-index, indicante l’instabilità potenziale nella media-bassa atmosfera, unitamente a quelle dinamiche, tramite le aree di convergenza (in rosso) come fattore favorevole allo sviluppo convettivo e divergenza (in verde), come fattore inibitore; la sovrapposizione tra zone di convergenza e valori elevati di K indicano le condizioni favorevoli allo sviluppo dell’instabilità convettiva.

 

T.Col. Teodoro La Rocca - Capo Sezione "Previsioni a Breve e Media Scadenza" - CNMCA

help@meteoam.it