Queste perturbazioni prendono anche il nome di Tropical Like Cyclone o Medicane (Mediterranean Hurricane) quando più intensi, e differiscono dai sistemi tropicali soprattutto per la genesi, ovvero per le dinamiche che ne caratterizzano l’innesco. La tempesta Helios è nata nella mattinata dell’8 febbraio scorso, una depressione generatasi sullo Stretto di Sicilia in seno ad un flusso di correnti sud-occidentali in arrivo dal Nord Africa ma in realtà appartenenti alla più ampia circolazione di aria fredda che sta interessando il Mediterraneo centrale e l’Italia da diversi giorni.

In modo molto classico, l’aria fredda in ingresso da nord-est e quella più mite in arrivo da sud-ovest, hanno generato la discontinuità che ha dato vita al minimo di pressione atmosferica, che ha iniziato da subito ad approfondirsi accentuando così la differenza di pressione atmosferica – o gradiente barico - da cui sono derivati i venti da est nord-est molto intensi che da ormai quasi due giorni stanno battendo le coste della Sicilia orientale. Al vento, man mano che Helios prendeva forza, si sono aggiunte delle precipitazioni molto abbondanti che, nell’area compresa tra le province di Siracusa, Catania, Enna e Caltanissetta hanno sin qui raggiunto accumuli di oltre 400 mm. Date le basse temperature, inoltre, le precipitazioni sono state nevose a quote di alta collina su tutti i rilievi della Sicilia orientale, segnando quella che forse ad evento finito sarà stata una nevicata storica per l’isola.



Nelle ultime ore, come mostra efficacemente la sequenza di immagini del satellite Eumetsat MSG nei canali Infrarosso e Visibile, il minimo ha assunto una forma perfettamente circolare, iniziando quindi ad isolare al proprio interno dell’aria più calda tagliandola fuori dal resto della circolazione. Questo “cuore caldo” è l’impronta digitale dei Medicane, appunto il loro punto di contatto con i sistemi tropicali. Sempre in queste ore, la Sicilia orientale e le Isole Pelagie sono battute da venti con raffiche tra 80 e 90 km/h, un’intensità da tempesta tropicale.

Nel diagramma che segue, elaborato dall’Università della Florida con i dati del modello del Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine (ECMWF), in uso anche al Servizio Meteorologico dell’AM, si nota molto chiaramente il percorso di Helios da perturbazione extratropicale, un sistema asimmetrico con aria fredda al suo interno, a ciclone tropicale, un sistema simmetrico a cuore caldo.
Il Diagramma di Hart sui Cicloni Tropicali
Fonte: http://moe.met.fsu.edu/

Per saperne di più sui Medicane, sulla loro storia e sulle loro dinamiche, potete leggere gli articoli pubblicati sull’edizione 3-2018 (pag. 14-29) e 4-2021 della Rivista di Meteorologia Aeronautica.