Il 07 Maggio 2026 lo storico Osservatorio meteorologico di Montevergine (AV, 1280 m slm) ritorna ad inviare dati ai servizi meteorologici di tutto il mondo, rientrando a far parte della rete osservativa del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare.
I dati di Montevergine, dunque, ritornano nei circuiti internazionali, sebbene le attività di monitoraggio meteorologico presso la storica Specola benedettina proseguano, senza praticamente soluzione di continuità, da oramai 142 anni. L’Osservatorio fu fondato, infatti, nel 1884, aderendo all’allora Ufficio Centrale di Meteorologia. Dal 1938 al 1952, la stazione di Montevergine fu parte della rete della “Regia Aeronautica”, mentre dagli anni ‘60 agli inizi degli anni 2000 l’Osservatorio offrì un servizio di monitoraggio termo-pluviometrico alla rete del Servizio Idrografico e Mareografico e all’Ufficio Centrale del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste. Dal 2007 ad oggi, l’Osservatorio ha operato in maniera autonoma, facendo leva sul contributo di volontari e sul supporto tecnico-scientifico dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. In particolare, nel 2011, grazie agli sforzi e ai contributi di studiosi ed appassionati di meteorologia del territorio campano, è nata un’associazione no profit con lo scopo di salvaguardare l’Osservatorio dall’abbandono e di preservare i preziosi dati in esso conservati.
Come avvenuto nella maggior parte degli osservatori storici, le modalità di osservazione dei parametri meteorologici si sono evolute nel tempo, adeguandosi al progresso tecnologico. In particolare, nel 2007, i “tradizionali” strumenti meccanici, le cui misurazioni venivano annotate su appositi registri cartacei dai monaci benedettini, sono stati sostituiti da strumenti più moderni ed autonomi. Attualmente, sulla terrazza dell’Osservatorio è operativa una stazione meteorologica automatica che rileva un ampio spettro di parametri con elevata risoluzione temporale rispetto al passato. I dati, archiviati in formato elettronico, sono pubblicamente disponibili sul sito web dell’Osservatorio,
www.mvobsv.org.
Questi dati, a completa disposizione della comunità scientifica, hanno alimentato un gran numero di attività di ricerca e di articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali, molti dei quali a firma dei ricercatori dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. L’Ateneo partenopeo è diventato negli anni parte attiva dell’Osservatorio fornendo strumentazione moderna, nell’ambito della quale figurano un disdrometro laser ed un anemometro sonico triassiale, che ha migliorato ulteriormente la qualità e la completezza dei dati osservati.
Da oggi, il Servizio Meteo della nostra Forza Armata potrà contare anche su questi importanti dati, a integrazione delle proprie attività istituzionali.
L’Osservatorio di Montevergine promette dunque di fornire un prezioso contributo sia per la fase di inizializzazione e di validazione delle previsioni numeriche sia per lo studio dei cambiamenti climatici, grazie alla sua lunga serie storica, acquisita in un settore dell’Appennino meridionale molto rappresentativo delle dinamiche atmosferiche di grande scala.