Denominazione delle tempeste
Dal 28 settembre 2021 il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare nomina le tempeste più intense che colpiscono l’Italia, in coordinamento con i paesi del “Gruppo del Mediterraneo centrale”, formato da ARSO METEO (Slovenia), DHMZ (Croazia), YXMP (Macedonia del Nord), l’Ufficio Meteo dell’Aeroporto Internazionale di Malta e l’IHMS (Montenegro).

Per saperne di più consultare l’articolo della Rivista di Meteorologia Aeronautica N.4 OTT/DIC 2021  “Approfondimento Storm naming” a cura del Tenente Colonnello Alessio Canessa.
Nomi Tempeste 2022 e 2023

Tabella riassuntiva delle tempeste più intense che hanno colpito l’Italia nel periodo 2022-2023:
Nome della tempesta Data impatto sull'Italia Servizio Meteorologico Nazionale che lo ha assegnato
Ana 16/09/2022 Aeronautica Militare - C.N.M.C.A.
Bogdan 24/09/2022 Aeronautica Militare - C.N.M.C.A.
Clio 25/09/2022 Institute of Hydrometeorology and Seismology of Montenegro (IHMS)
Dino 29/09/2022 Aeronautica Militare - C.N.M.C.A.
Eva 04/11/2022 Aeronautica Militare - C.N.M.C.A.
Fobos 19/11/2022 Institute of Hydrometeorology and Seismology of Montenegro (IHMS)
Denise 21/11/2022 AEMET - Agencia Estatal de Meteorología (Spagna)
Gaia 10/12/2022 IHMS - Institute of Hydrometeorology and Seismology of Montenegro
Fien 17/01/2023 AEMET - Agencia Estatal de Meteorología (Spagna)
Hannelore 20/01/2023 Meteo France

Approfondimento Tempeste più intense

FAQ – Domande frequenti

Che cosa è una tempesta o una perturbazione ciclonica intensa?
Si tratta di un evento meteorologico estremo, caratterizzato da un’area di pressione molto bassa (depressione), tanto più intenso quanto più basso sarà il minimo di pressione. Si tratta di perturbazioni spesso associate ad un ciclone (termine generico che include quelli extratropicali, tropicali, tropical like cyclone o medicane, basse polari, etc). I fenomeni atmosferici associati possono essere molto intensi, vento fortissimo su aree estese, spesso mareggiate e significative alte maree, anche accompagnate da “storm surge” o inondazione delle zone costiere. Nel Mediterraneo questi sistemi talvolta portano anche precipitazioni molto abbondanti, forti temporali con violente raffiche di vento, tornado o grandine. Tutti ricordano la tempesta di nome Vaia nell’ottobre 2018, associata ad un minimo di pressione di 975 hPa, che provocò un vento talmente forte da abbattere milioni di alberi nelle Dolomiti, e mareggiate eccezionali in Liguria con onde fino a poco oltre i 10 metri di altezza.

Perché dare un nome a questo genere di eventi?
Negli altri paesi europei, l’iniziativa ha avuto un riscontro molto favorevole da parte dei media e dell’opinione pubblica. È stato dimostrato che una denominazione univoca e ufficiale delle tempeste favorisce una comunicazione di massa più efficace di fronte a un episodio di meteo estremo, aumenta la consapevolezza del maltempo prima che colpisca, migliora di conseguenza l’informazione e l’allertamento dei cittadini. Infatti la popolazione risulta essere più attenta alle allerte meteo e alle raccomandazioni sulla sicurezza quando la minaccia è chiaramente identificata e associata al nome della tempesta. Inoltre dopo l’evento è molto più facile far riferimento ad esso se possiede un nome univoco assegnato da una fonte autorevole, essendo in questo modo maggiormente riconoscibile a livello europeo dai media, ma soprattutto dalla comunità scientifica.

Da dove nasce questa iniziativa?
Nel 2015 EUMETNET (Network of European Meteorological Services), organizzazione intergovernativa europea il cui obiettivo è garantire e facilitare la cooperazione tra i Servizi meteorologici e idrologici nazionali d'Europa, ha istituito il progetto “Storm naming”, per denominare le tempeste più intense come già avviene negli Stati Uniti d’America per gli uragani. Per questo programma, l’Europa è stata suddivisa in diversi gruppi di nazioni (Fig.1). L’Italia appartiene al gruppo del Mediterraneo centrale, in cui sono comprese la Slovenia, la Croazia, la Macedonia del Nord, il Montenegro e Malta.

Quali criteri devono soddisfare le tempeste o le perturbazioni cicloniche più intense per essere nominate?
Il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare attribuisce un nome ad un evento se sono soddisfatti tutti i seguenti criteri:

1. Nessun altro servizio meteorologico europeo lo ha già nominato;
2. l’Italia deve essere la prima nazione europea ad esserne colpita;
3. All’evento deve essere associata ad un’area ciclonica con diametro tra qualche centinaio e qualche migliaio di chilometri;
4. La velocità del vento associata alla tempesta deve corrispondere al colore arancione-rosso di Meteoalarm (https://meteoalarm.org).

Per quest’ultimo punto vale tuttavia una deroga: qualora in qualche area dell’Italia si prevedessero, associati al ciclone, pioggia o neve di intensità e quantità eccezionale, ovvero pari al colore rosso di Meteoalarm, la velocità del vento può corrispondere anche al colore giallo.
N.B. Attenzione che i venti di livello arancione-rosso possono verificarsi anche senza che la depressione venga nominata. Infatti i venti locali o regionali (bora, Föhn, etc.) non saranno presi in considerazione.

Come vengono scelti i nomi?
I nomi vengono pubblicati ogni anno nel mese di settembre dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare (su una pagina dedicata di www.meteoam.it) in coordinamento con i Servizi meteorologici nazionali degli altri Paesi appartenenti al gruppo del Mediterraneo centrale, ovvero ARSO METEO (Slovenia), DHMZ (Croazia), YXMP (Macedonia del Nord), l’Ufficio Meteo dell’Aeroporto Internazionale di Malta e l’IHMS (Montenegro). I nomi sono in ordine alfabetico, alternando i generi.

Quanto tempo prima verranno nominate le tempeste o perturbazioni cicloniche più intense?
Dipende dalla predicibilità dell’evento, comunque non prima di 1-2 giorni dall’interessamento dell’Italia. In generale i cicloni molto intensi e vasti sono prevedibili alcuni giorni prima, ma esistono anche dei cicloni difficili da prevedere, come i medicane e i cicloni bomba, che nascono da una ciclogenesi esplosiva, ovvero caratterizzati da un rapido approfondimento del minimo di pressione, anche più di 24 hPa in 24 ore.

Il coordinamento è limitato ai paesi appartenenti al gruppo del Mediterraneo centrale?
No. Il coordinamento avviene con tutti gli altri gruppi europei. Infatti una volta che un evento è nominato da un qualsiasi Servizio Meteorologico Nazionale appartenente ad un altro gruppo europeo, il suo nome viene mantenuto se la tempesta si sposta sul nostro territorio o sui nostri mari. Pertanto in questo caso il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare non nominerà la tempesta, ma adotterà il nome che gli è stato già dato prima di arrivare in Italia. Una volta battezzata la tempesta manterrà lo stesso nome per tutto il suo ciclo di vita. Il movimento dei soggetti atmosferici infatti non hanno confini e quindi ha molto senso dare nomi comuni a soggetti meteorologici che interessano più nazioni.
Esempio: la famosa tempesta Vaia del 2018, provenendo dalle Isole Baleari, prima di arrivare sull’Italia, colpì la Corsica e per questo motivo fu Météo-France a nominarla per prima con il nome Adrian, che tuttavia in Italia nessuno utilizza a causa del nome Vaia attribuito dall’Università di Berlino e anche dal fatto che in Italia il progetto di denominazione non era ancora avviato.

Saranno tanti gli eventi nominati dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare?
La maggior parte del maltempo arriva da ovest, dall’Atlantico, e poiché chi prima viene colpito prima nomina, spesso si dovranno adottare i nomi dei gruppi europei occidentali, in particolare quello sud occidentale formato da Météo-France (Francia), AEMET (Spagna), IPMA (Portogallo) e RMI (Belgio), più raramente quello nord occidentale formato da Met Office (Inghilterra), Met Éireann (Irlanda) e KNMI (Olanda). Tuttavia il Mar Mediterraneo è una fra le aree più ciclogenetiche al mondo, dove nascono e si approfondiscono frequenti depressioni sottovento alle catene montuose responsabili di prolungati periodi di forte maltempo a larga scala. Su tutte spicca la nostra ciclogenesi nazionale, quella del Golfo di Genova, seguita da quelle del Golfo del Leone, delle Baleari e da quelle africane sottovento alla catena dell’Atlante. Inoltre esistono anche i rari e particolarmente intensi MEDICANE (MEDIterranean hurriCANE), tipici cicloni mediterranei con alcune caratteristiche simili ai cicloni tropicali.

Dove posso vedere le tempeste in arrivo, con i relativi nomi, assegnati anche dagli altri gruppi?
Per seguire gli aggiornamenti e le informazioni sulle tempeste sarà possibile vedere sul sito di Meteoalarm (https://meteoalarm.org) una mappa europea con le attuali tempeste più intense con i nomi assegnati dall’Italia e anche dagli altri paesi. Un’altra possibilità è quella di consultare la pagina dedicata sul sito del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare www.meteoam.it o di leggere il nome sulle ultime analisi al suolo e sulle mappe previste con i fronti consultando alla pagina seguente

Fig.1 Suddivisione dell’Europa in gruppi per il progetto Storm naming di EUMETNET.

Fig.1 Suddivisione dell’Europa in gruppi per il progetto Storm naming di EUMETNET.